Gioco
Lippi al Sant’Anna, il calcio come la vita: «Si vince col gruppo»
Il Commissario tecnico dell’Italia campione del mondo 2006: «Un errore riprendere la Nazionale dopo aver vinto»
PISA. È stato l'ultimo ct della nazionale a portare in Italia la Coppa del Mondo e adesso spera che Cesare Prandelli riesca ad emulare l'impresa del 2006, anche per cancellare la debacle di quattro anni fa. Sorridente, a tratti divertito, Marcello Lippi ieri è stato il protagonista di un incontro alla Scuola Superiore Sant'Anna, organizzato dall'associazione degli ex allievi e dalla Fondazione Arpa, fondata e diretta dal professore Franco Mosca, nell'ambito del ciclo di incontri “persone di successo”.
«Il mio più grande errore – dice l'attuale tecnico della compagine cinese Guangzhou Evergrande, che nel futuro vorrebbe allenare una nazionale - è stato rinnovare l'incarico di Ct nel 2010. Non si torna in nazionale dopo aver vinto un Mondiale».
Quello che si è svolto nella gremita Aula Magna è stato una sorta di antipasto dell'esordio italiano al mondiale carioca. Abbronzatissimo, capelli ondulati , Lippi, tra un sorriso ed una battuta, ha visitato parte della Scuola, accompagnato dal professor Mosca, informandosi sulle attività e gli allievi.
Con un “fuori programma”: l'arrivo del prefetto Francesco Tagliente, responsabile della sicurezza della Nazionale ai mondiali 2006. «Era seduto sempre accanto a me in panchina e decideva lui le mosse da fare», scherza Lippi.
L'allenatore viareggino sale in cattedra e si sottopone alle domande di Marco Accorroni e Antonio Principato, allievi della Sant'Anna, parlando di Cina, mondiali e impegno sociale. Uno dei punti di forza dell'Italia 2006, ricorda Lippi, è stato il collettivo, il senso di squadra che ha permesso di superare tutte le difficoltà incontrante nel cammino verso Berlino e che forse è mancato negli anni successivi.
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