Sicurezza
Pintori dice ancora grazie a Menichini
L’ex tornante nerazzurro deve la sua esplosione all’allenatore ponsacchino quando erano insieme al Lumezzane
PISA. Un ex nerazzurro deve a Leonardo Menichini la definitiva esplosione in C1. Andrea Pintori nel Lumezzane guidato dal tecnico ponsacchino trovò la consacrazione, realizzando 19 reti in due stagioni (dal 2008 al 2010) giocando da esterno. Una speranza in più per Beppe Giovinco, altro “folletto” in cerca di una scossa benefica.
Andrea, chi è stato per te Menichini?
«Uno dei pochi allenatori importanti che io abbia avuto nella mia carriera. Oltre ad un grande tecnico è un grande uomo che, se ha qualcosa da dirti, ti parla in faccia. Una persona umile e sincera».
Arrivavi da anni difficili vissuti a Pisa (2005-06) e San Giovanni Valdarno...
«Grazie a Dio ho trovato prima Moriero a Lanciano e poi Menichini a Lumezzane, che mi hanno fatto esplodere concedendomi fiducia. Ringrazierò sempre Menichini per come si è comportato in campo e fuori».
In campo come è riuscito a sfruttarti al meglio?
«Il mister è attento a tutti i particolari. Studia molto l’avversario. In settimana ti fa divertire, ma anche lavorare sodo. Mi faceva giocare esterno».
Quale modulo adottavate a Lumezzane?
«4-2-3-1 o 4-4-2. Io giocavo ala destra o sinistra. Non eravamo una squadra di grandi nomi, eppure Menichini ci fece giocar bene, vincere la Coppa Italia di Lega Pro e sfiorare l’accesso ai playoff».
Le ali per Menichini hanno stringenti compiti di copertura?
«Non eccessivi. Il mister non voleva che tornassimo sistematicamente fino alla nostra area, solo che dessimo una mano ai terzini se c’era necessità di raddoppiare la marcatura. Non giocavamo da quinti centrocampisti, perché dovevamo essere freschi in fase d’attacco».
Il nuovo trainer nerazzurro ha detto che chiede un calcio semplice...
«Diceva che il grande calciatore si vede giocando a due tocchi, non dal passaggio di prima. Voleva che stoppassimo la palla e poi la giocassimo».
Menichini ha già enunciato un’altra delle sue massime: il miglior schema è l’uno contro uno...
«Noi giocavamo sempre uno contro uno e sul cambio di fronte da un esterno all’altro, che eravamo io e Gigi Scaglia (ora al Brescia). I cambi di gioco erano garantiti da Emerson (ora a Livorno)».
La speranza è che Menichini rilanci Giovinco come ha fatto con te...
«Giovinco rispetto a me è più trequartista e meno esterno, ma può essere valorizzato dal modo di lavorare del mister».
Militi nel Sora, serie D, società della provincia di Frosinone. Pensi che sarà la squadra del capoluogo a vincere il campionato?
«Sarà una corsa a tre, tra Frosinone, Perugia e Lecce. Il Frosinone ha un calendario difficile, ma proprio dalle difficoltà emergono le grandi squadre».
Sei in serie D, ma a gennaio sembravi ad un passo dal Savona...
«C’era già l’accordo, ma il Sora mi ha trattenuto ritenendomi un giocatore importante. Spero di tornare tra i professionisti nella prossima stagione».
Apriamo il cassetto dei sogni: il Pisa va in B con Menichini e Pintori si gioca una chance di cadetteria a 34 anni nel ritiro precampionato...
«Sarebbe un sogno tornare a Pisa ed esprimere quel valore che i tifosi nerazzurri non hanno potuto vedere. Fisicamente mi sento al top».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
