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Il 124° premio Pisa guarda al futuro

Il 124° premio Pisa guarda al futuro

Si disputa oggi a San Rossore la storica corsa di galoppo. Un lunga vicenda che ruota attorno al nome di Ribot

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PISA. Se l'ippica italiana mosse nel 1830 i suoi primi passi dal 'paese dei cavalli', possiamo sperare che un secondo futuro, quello utile a superare la crisi che il settore sta attraversando, possa ripartire ancora una volta da San Rossore e da questo 124° premio 'Pisa', con i suoi dieci cavalli in pista, che si corre oggi? E' quanto dobbiamo sperare perché tanta storia e tanti sacrifici non vadano dispersi. Ed ecco perché ancora una volta l'immagine del mito-Ribot, che vinse il Pisa nel 1955, deve fare da catalizzatore a questa speranza.

Il premio 'Pisa', dunque, compie oggi 124 anni e cade nel 160° anniversario della prima corsa effettuata all'ippodromo di San Rossore (3 aprile 1854). Con l'eccezione del periodo bellico e dei tre anni a cavallo fra '800 e '900, quella che è oggi una Listed Race si corre dal 1885 quando a siglare la prima edizione fu Rosenberg. Scorrere l'albo d'oro di questa classica significa attraversare oltre un secolo di storia ippica e non, incontrando nomi che riportano alla memoria campioni importanti che sono entrati a pieno diritto nella storia del galoppo italiano.

Primo fra tutti, lo abbiamo appena scritto, il cavallo magico: Ribot. Il ruolo del premio 'Pisa', nella programmazione del galoppo nazionale, è certamente cambiato nel corso degli ultimi lustri. Nel passato era questa la corsa che apriva il calendario classico nazionale, la corsa alla quale puntavano i cavalli che avevano nelle mire le prove di spicco della primavera romana e milanese: il premio 'Parioli', il 'Regina Elena', il Derby, le 'Oaks'. Tutte le più importanti corse riservate ai cavalli di tre anni sono state vinte da chi ha vinto o partecipato al 'Pisa'.

E infatti troviamo nell'Albo d'Oro del derby ben undici nomi di cavalli che avevano vinto la corsa pisana. Compresa qualche femmina, come la splendida Archidamia, vincitrice dell'edizione del 1937. Negli anni l'ippica è cambiata in tutto il mondo e, di riflesso, anche in Italia.

Se prima il 'Pisa' giungeva all'inizio della stagione, che coincideva con la fine del riposo invernale, oggi le corse a qualsiasi livello non hanno più pause e le piste all weather, cioè con fondi artificiali di varia natura, hanno contribuito a determinare una situazione del tutto nuova sotto il profilo tecnico.

Ma se tutto ciò ha determinato una profonda modifica nella programmazione, il 'Pisa', per il fascino stesso dell'ambiente nel quale si corre - lo splendido parco di San Rossore -, conserva un posto particolare. In più, dallo scorso anno la corsa si disputa, grazie alla nuova pista, sulla distanza dei 1600: una circostanza che autorizza a pensare che i vincitori del 'Pisa' tornino ad essere i capofila di una stagione classica.

E' proprio la mutata distanza che fa andare in archivio il record della corsa fino a quando il Pisa fu disputato sui 1500 metri: era detenuto da Salselon che, montato dal pisano Sandro Parravani, vinse nel 2002, con il tempo di 1° 26'' 7', superando di nove decimi di secondo il precedente record detenuto dall'inglese Sharpest Image dell'edizione del 1995. Infine, al volo, un dato: il premio 'Pisa' ha tre fantini che hanno vinto la corsa sei volte ciascuno (Federico Regoli, Paolo Caprioli, Enrico Camici). Tre nomi entrati nella leggenda del galoppo italiano.

Ma il premio 'Pisa', con la sua storia e con il suo fascino, è soltanto il clou di una lunga stagione che va da ottobre ad aprile alimentando un'economia che disegna numeri importanti nella vita cittadina come più volte è stato dimostrato e sottolineato. La crisi che l'ippica sta attraversando è parte della più vasta crisi economica del Paese, ed ecco perché una rinascita del settore potrà essere anche il segno che il peggio ancora una volta è passato.

Quando, dopo le tragedie della guerra e i gravi danni subiti dalle scuderie di Barbaricina e dalle piste di San Rossore, l'ippodromo riaprì i battenti il 26 gennaio del 1947, quell'inaugurazione fu parte della più vasta riscossa italiana e anche le vittorie internazionali di Ribot, che da lì a poco seguirono, furono il segno di un'Italia che aveva trovato la sua strada.

Incontro il Comune. Proseguendo una tradizione che iniziò 40 anni fa, stamani alle 11 le istituzioni locali incontrano gli operatori dell'ippica pisana, nella Sala Regia al quarto piano di palazzo Gambacorti. L’ Alfea, attraverso il suo presidente Cosimo Bracci Torsi, riferirà della stagione di corse che si avvia a conclusione, un'esposizione nella quale sarà fatto il punto sulla situazione, locale ma anche nazionale, di un'attività che interessa le istituzioni anche per il suoi riflessi economici. Al termine dell'incontro, che è pubblico, la Bottega del Parco offrirà un rinfresco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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