Sicurezza
Masini: il mio arrivo è solo rimandato
L’attaccante pisano del Mantova era stato cercato dai nerazzurri durante la finestra di mercato nello scorso gennaio
PISA. Un pisano doc per un lustro ha legato a doppio filo il proprio destino a quello dell’Ascoli. Simone Masini arrivò in maglia bianconera nel 2008-09, in serie B, a coronamento degli ottimi campionati disputati nella Lucchese. Sotto contratto con una società che già iniziava ad accusare i primi problemi economici, l’attaccante ha iniziato a girovagare in prestito, a Lanciano, Monza e per due stagioni a Catanzaro insieme a Ciccio Cozza, prima di approdare al Mantova.
Simone, prima della trattativa Arrighini si era parlato di un tuo approdo al Pisa: quanto sei stato vicino alla corte di Cozza?
«Non saprei dirlo. Sicuramente mi ha fatto piacere l’interessamento da parte del Pisa. Tutti sanno quanto sono legato alla città. Rimango comunque un tifoso nerazzurro e vedremo cosa succederà in futuro».
Il massimo sarebbe un tuo arrivo al Pisa in serie B. Anche per te sarebbe un ritorno...
«Sono stato in B a vent’anni nel Cesena e ci sono ritornato nell’Ascoli, che però, tranne il primo anno, mi ha sempre spedito in prestito in giro per l’Italia».
Era troppo difficile immaginare che una società ambiziosa come il Mantova lasciasse partire il suo bomber...
«Al di là delle ambizioni, il campionato di C2 è particolare: ci saranno 9 promozioni e 9 retrocessioni. Essendo nel limbo, il Mantova non ha voluto privarsi di me. Forse se la squadra fosse stata prima o seconda, ci sarebbe stato più margine per aprire un discorso».
In Lombardia ti sei comunque rilanciato, già 12 centri, dopo il secondo e meno fortunato anno a Catanzaro con Cozza...
«A Catanzaro avevo giocato poco, perché un infortunio ad una spalla da novembre mi aveva condizionato per qualche mese. Con mister Cozza ho sempre avuto un ottimo rapporto. Sicuramente nella scorsa stagione ho segnato meno (6, ndr) rispetto alla precedente. Realizzare 21 gol non capita tutti gli anni. Ora sono sulla buona strada».
A trent’anni hai ancora tempo per giocare nel Pisa...
«Adesso Arma sta facendo bene insieme a Napoli. Ora è giusto per me fare il tifoso, attendendo di prendere al volo un’occasione per venire a giocare nel Pisa».
Quanti anni di contratto hai con il Mantova?
«Ne ho un altro, ma, se il Mantova non dovesse rientrare tra le 9 promosse e dunque retrocedesse tra i dilettanti, io sarei svincolato, come circa 400 giocatori, vista la riduzione del numero di squadre professionistiche».
Passiamo all’Ascoli: com’è il clima allo stadio Del Duca?
«Per il Pisa sarebbe stato meglio incontrare l’Ascoli prima del cambio di proprietà. Allora il pubblico si era disaffezionato. L’arrivo dell’imprenditore italo-canadese Bellini ha restituito entusiasmo all’ambiente».
Ci sono tuoi ex compagni tra i marchigiani?
«Conosco alcuni giovani come Capece e Conocchioli».
Capece era nel mirino del Pisa...
«Un buon giocatore, che fino ad oggi non si è ancora consacrato».
Come vedi le prospettive dei nerazzurri?
«Dopo l’arrivo di Cozza si sono rilanciati. Con Pagliari si erano sfilacciati. Per il primo posto la vedo dura, ma nei playoff il Pisa può dire la propria».
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