Sicurezza
«Non dovete sottovalutare il Gubbio»
Parla Cristiano Caleri, uno dei protagonisti dell’ultimo campionato vinto dai nerazzurri (in D): ora ha smesso di giocare
PISA. Da Gubbio a Pisa nell’estate della rinascita nerazzurra. Nel 2009 Cristiano Caleri fu uno dei primi senatori a scegliere il neonato Ac Pisa 1909 in serie D, non esitando a scendere dai campionati professionistici. Adesso l’ex mediano ha deciso di ricollocarsi professionalmente fuori dal calcio, nel mondo assicurativo.
Cristiano, hai fatto parte dell’ultimo Pisa che ha vinto un campionato...
«Siamo stati fortunati, perché dalla D siamo passati direttamente in C1. Io avevo conosciuto Pisa da avversario nella Sangiovannese: perdemmo per un clamoroso gol di Buzzegoli al 94’. Ricordo uno stadio stracolmo e l’esultanza dei tifosi. In quel momento un po’ invidiai Calori e mister Braglia».
Avevi iniziato la carriera da allenatore nella fiorentina Rignanese, in Eccellenza...
«A dicembre sono stato mandato a casa, eppure avevo la squadra in pugno. Ancora vado a cena con i ragazzi. Quando sei coerente con te stesso e dai tutto, può succedere qualunque cosa ma sei apprezzato».
Continuerai la carriera in panchina?
«Da circa 7-8 mesi lavoro alla Reale Mutua Assicurazioni. Il capo mi ha aperto un ufficio. Come facevo in campo, lavoro a capo chino, rispettando le regole e tutte le persone. Mi trovo bene. Vedremo se potrò fare qualcosa nel calcio».
Hai scelto un’occupazione più sicura rispetto al calcio...
«Quando ho smesso di giocare pur avendo disputato un buon campionato, ho avuto un momento di smarrimento. Mi ero sempre dedicato completamente ad una cura maniacale del mio corpo. A quel punto mi sono chiesto quale futuro il calcio mi avrebbe garantito. Adesso posso godermi di domenica la mia famiglia e concedermi un sabato sera con gli amici, come mai avevo fatto neppure quando giocavo in serie D o in Eccellenza».
Da Gubbio a Pisa com’è stato il tuo passaggio?
«Scelsi Gubbio dopo l’esperienza a San Giovanni Valdarno perché volevo approdare nel luogo di tante mie battaglie calcistiche. Firmai un biennale, ma nella seconda stagione non rientrai nei piani. Ci rimasi male. Gigi Simoni, direttore generale umbro, mi disse che mi voleva il Pisa e me lo confermò anche Indiani. Simoni mi diede una mano per ricevere la buonuscita che attendevo, quindi corsi a fare le valige. A Pisa trovai un ambiente fantastico ed emozioni indescrivibili».
Che ambiente è quello di Gubbio?
«C’è un buon calore anche se la cittadina non è grandissima. Sembra una località a se stante, dove gli abitanti sono molto orgogliosi delle loro origini. Un campo ostico, infatti il Pisa lì ha perso».
Segui il Pisa?
«Ero in gradinata per i playoff con il Perugia, insieme a Simone Calori e ai miei amici di Marina. Il Pisa ha cambiato allenatore e ora sembra ingranare. E’ destinato sempre a far bene, nonostante momenti più o meno buoni, visto il pubblico che lo circonda».
Chi conosci in Pisa e Gubbio?
«Favasuli è una persona strepitosa, come Pugliesi. Ricordo Marco Deri, il dottor Graci e Claudio Gavina. Nel Gubbio c’è Sandreani come team manager e Boisfer in squadra».
Come vedi la sfida tra le due ex squadre?
«Sfida difficile per il Pisa, che può però trarre vantaggio dal sostegno della Curva».
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