Attenzione
«Calcio, poca attenzione dai Comuni»
L’associazione dei dirigenti di dieci club pisani incontra l’assessore Sanzo
PISA. Nei giorni scorsi una delegazione dell'Assocalcio, guidata dal presidente Degl'Innocenti e il vice presidente Marziale, ha incontrato l'assessore allo sport Salvatore Sanzo, nel primo dei programmati appuntamenti con le amministrazioni comunali e assessorati allo sport dei comuni della provincia di Pisa da parte della dirigenza dell'Assocalcio e del proprio portavoce Giulio Petri.
L’obiettivo è mettere a conoscenza le amministrazioni comunali della nascita di questo nuovo organo coordinativo tra società di calcio dilettantistico della provincia di Pisa .
«L'assessore - riferisce la delegazione- ha mostrato apprezzamento e interesse per l'iniziativa sottolineando come la ricerca di compattezza e unità di intenti da parte di società sportive dilettantistiche rappresenti un grande volano per migliorare la comunicazione con le istituzioni e per risolvere i problemi. Riteniamo che una buona comunicazione tra i proprietari degli impianti e i rispettivi gestori garantisca senz’altro sicurezza e professionalità per l’utenza che ne usufruisce».
Sono state illustrate le motivazioni e le finalità che hanno spinto dieci società a costituire questo comitato cercando di stimolare positivamente iniziative di cooperazione e sinergie tra le due realtà .
Il direttivo dell'Assocalcio ha mostrato molta preoccupazione per il risultato emerso da ricerche «che hanno evidenziato nella nostra provincia una carenza di attenzione delle politiche comunali verso lo sport, ponendo in molti casi l'attività motoria e sportiva dei propri cittadini in secondo piano».
Infatti ogni anno le normative sulla sicurezza e nuove disposizioni delle federazioni portano le società a fare - dove sussistono quelle minime possibilità economiche- veri e propri miracoli per cercare di allinearsi alle disposizioni di legge sottraendo ai ragazzi che praticano il calcio i pochi fondi a disposizione.
«Capiamo - continua l’Assocalcio - come il momento storico comporti scelte economiche drastiche e impopolari da parte di chi ci amministra - ma dal canto nostro riteniamo che l'attività sportiva e sociale da noi svolta ( come di altre discipline sportive) a favore della collettività, meriti più attenzione e interesse da parte dei nostri amministratori, essendo secondo noi secondaria solo rispetto alla scuola - nella scala degli interessi delle famiglie» .
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