La manifestazione
«Pisa, devi tenere i ritmi sempre alti»
Il tecnico Alessio De Petrillo dà alcuni consigli su come affrontare il Perugia: «Ma Cozza non deve cambiare le sue idee»
PISA. Alessio De Petrillo fa le carte a Pisa-Perugia. Un concittadino, ex responsabile tecnico del vivaio nerazzurro e profondo conoscitore del calcio umbro, avendo allenato il Gubbio e, nella scorsa stagione, il Foligno. Nella stessa regione il suo nome era stato accostato nei mesi scorsi al Castel Rigone.
Alessio, domanda secca: il Perugia è la squadra più forte del girone?
«Diciamo che è la squadra più consapevole della propria forza. Il percorso vincente compiuto ha trasmesso convinzione e in queste condizioni tutto viene più facile. Non so però se il Perugia abbia l’organico più forte, perché c’è il Lecce, che ha recuperato terreno. Mi piace tanto anche il Frosinone, a livello di struttura fisica».
Un eccesso di sicurezza, al termine di un’altra esaltante cavalcata in campionato, costò caro al Perugia in semifinale playoff quando ormai i biancorossi credevano di essere qualificati...
«E’ stato un episodio. Sarebbe bastato spezzare il ritmo subito dopo la rete del 2-1 per togliere al Pisa il tempo di pareggiare».
Il beffardo 2-2 dello stadio Curi non è stato molto diverso da quello subìto dal Pisa nel derby di Pontedera...
«I derby sono gare che azzerano completamente le gerarchie e comunque Pontedera e Pisa non sono molto distanti in classifica. La squadra granata sostanzialmente sta disputando il campionato che deve fare. Chiaramente il Pisa deve sempre cercare il massimo, ma il pari nei 90’ è stato il risultato più giusto».
Come mai questi cali di tensione nel finale?
«I minuti conclusivi devono essere allenati. Sono i momenti in cui subentra la stanchezza ed i ritmi si allentano. Per prepararsi bisogna lavorare sotto il profilo mentale. Ci sono tanti tecnici bravi tatticamente ed è il lavoro sulla testa che può fare la differenza».
Di Cara, vice di Camplone, si è pubblicamente rallegrato di non dover incontrare Pagliari. Il gioco dell’ex tecnico nerazzurro è l’unico antidoto al Perugia?
«Pagliari è un mestierante, lo dico in senso positivo. Un avversario scorbutico, che gioca poco in orizzontale e molto in verticale. Una squadra che, come il Perugia, costruisce pazientemente il gioco, rischia di veder vanificato in pochi istanti tutto il suo lavoro da un lancio che riporta la palla verso gli attaccanti avversari. Comunque il Perugia non ha perso solo contro Pagliari, perché lo scorso anno fu Pane ad espugnare lo stadio Curi».
Pane, tatticamente molto simile a Cozza, perse però la gara di ritorno: per piegare il Perugia all’Arena serviranno i lanci lunghi?
«Cozza deve fare il... Cozza, affrontando il Perugia secondo le sue idee».
De Petrillo come affronteresti gli umbri?
«Come in tutte le partite bisogna alzare i ritmi. E non dimentichiamo che anche il Pisa è una buona squadra».
Qual è l’aspetto più temibile del Perugia?
«Le palle inattive. Il Perugia ha grandi saltatori, come Massoni, Comotto, Scognamiglio, oltre a ottimi calciatori Nicco e Fabinho».
Come vedi le prospettive del Pisa?
«Spero che trovi un’identità compiuta, perché ha cambiato più volte pelle a causa di infortuni o malanni. La squadra ha bisogno di continuità e di tranquillità nell'ambiente. Purtroppo la serenità da anni è un’utopia».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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