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Niccolini evita il derby: niente stadio

Niccolini evita il derby: niente stadio

L’ex capitano del Pisa è ora allenatore della Berretti del Pontedera: «Tutte e due possono arrivare ai playoff»

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PISA. Dedicato a chi crede nel destino: Emiliano Niccolini, storico capitano del Pisa e poi per due anni difensore del Pontedera, è diventato il nuovo allenatore della Berretti granata (prima guidava gli Esordienti) proprio nella settimana del derby. Una promozione gustata con semplicità giocando alla Playstation con il figlio Diego, da parte di un ragazzo che ha sempre saputo sognare... con i piedi per terra.

Emiliano, appena appese le scarpette al chiodo tra i dilettanti sei già rientrato nel calcio professionistico da allenatore...

«Sono contento, ma so di essermi preso una bella gatta da pelare. A 9 giornate dalla fine proverò a fare del mio meglio. Mi è dispiaciuto dover lasciare i bimbi che allenavo. Momentaneamente li guiderà il mio secondo Federico Concordia, che poi verrà con me in Berretti».

Devi registrare una difesa che prende troppi gol: proporrai una retroguardia a 5 o cercherai di pressare alto gli avversari?

«Sto lavorando alla difesa a 4. Pian piano cercherò di capire pregi e difetti. Ho trovato molta disponibilità nei ragazzi. Purtroppo dovrò esordire da penultimo in casa della capolista Prato».

Come vivrai Pontedera-Pisa?

«Non verrò allo stadio. Pisa fa parte del mio cuore, ma io ora sono al Pontedera».

Cosa prevedi dalla sfida?

«Le due squadre sono partite bene, ma strada facendo hanno trovato difficoltà. I problemi dei nerazzurri sono stati addebitati a Pagliari, però non so quante colpe potesse avere. Il Pontedera inizialmente era la sorpresa. Una squadra giovane, ma costruita con criterio in relazione agli obiettivi societari, che non sono quelli del Pisa».

Sei amico di Andrea Arrighini: come vivrà emotivamente questa partita?

«So che è un professionista serio. Come me è pisano, ma dà tutto per la squadra in cui lavora».

Come valuti nel Pisa il passaggio da Pagliari a Cozza?

«Cozza ha alle spalle una carriera importante. Ha cambiato modulo. Per un allenatore che subentra l’impatto emotivo è immediato, perché la squadra ha bisogno del carattere del mister. Se però c’è da impostare un nuovo lavoro specifico, i risultati sono più lenti ad arrivare».

Sarà l’ultima sfida tra Pontedera e Pisa o si ritroveranno anche nei playoff?

«Sono convinto fin dall’inizio che il Pisa andrà ai playoff e credo che possa arrivarci anche il Pontedera».

Nel Pisa è tornato Daniele Mannini, di cui sei stato capitano nel 2003-04: la sua scelta ti ha sorpreso?

«Sì, ma ultimamente vedevo che giocava poco nel Siena. Sono contento che sia tornato a Pisa, nella piazza che lo ha lanciato, con la giusta mentalità per far bene».

Al Pontedera mancherà il bomber Grassi, rimpiazzato da Pera...

«Sicuramente Grassi è un pezzo importante, ma la squadra è valida e Indiani è un allenatore che sa lavorare bene».

Per il Pisa un’incognita è il campo in sintetico...

«Fa cambiare la velocità della palla, ma sono sicuro che anche il Pisa si sta preparando».

Un rischio per giocatori acciaccati o non al meglio della condizione?

«Sono campi più duri rispetto all’erba naturale. Possono dare fastidio, ma solo a lungo termine, non a causa di una sola partita».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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