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Pisa

Mannini polivalente come Buscè

Mannini polivalente come Buscè

Può ricoprire più ruoli come l’ex nerazzurro, un vantaggio per Cozza

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PISA. Con Daniele Mannini è stata colmata la lacuna che era stata aperta dall’addio al calcio di Antonio Buscè. Mannini, come lo era Buscè, al di là dell’indubbio talento, serve come il pane in una rosa non particolarmente lunga: un elemento che riesce adattarsi a fare il quinto di centrocampo, sa giocare ala su ambo le fasce e all’occorrenza è in grado di posizionarsi da seconda punta. Cozza ha confessato di aver pensato, nella ripresa di Pisa-Catanzaro, ad accentrare Mannini accanto a Parfait o Mingazzini. Un ruolo in più, lo stesso che Dino Pagliari riservò a Buscè, in una situazione di emergenza, nella trasferta di Prato. Lo stesso tecnico maceratese impiegò l’ex empolese sulla corsia mancina nel match con il Viareggio.

Come a Napoli. Ha sorpreso non poco l’impiego di Mannini da esterno sinistro, spesso più terzino che centrocampista, in un 3-5-2. Non è stata però una posizione inedita per l’ex senese, che proprio con quelle mansioni è stato utilizzato nell’esperienza napoletana (gennaio 2008-giugno 2009) prima da Reja e poi da Donadoni. L’impressione è che a sinistra Mannini si trovi bene soprattutto da ala, potendo convergere sul piede destro per calciare in porta, e non da esterno a tutto campo, chiamato a crossare dal fondo soprattutto di mancino.

Numeri e moduli. Molti si aspettavano, a parità di uomini in campo, che il Pisa si disponesse con un 4-3-3 che collocasse Mannini in posizione di attaccante. Particolarmente prudente l’atteggiamento dell’esterno pisano ad inizio partita (forse aveva bisogno di inserirsi nei meccanismi di squadra) e alla fine (quando la benzina era ormai esaurita). Ma siamo sicuri che, soprattutto disponendo di un giocatore come Mannini, 3-5-2 e 4-3-3 non possano essere farina del medesimo sacco? Emblematico il caso della Fiorentina, oggetto di continui dibattiti sul modulo: 3-5-2 o 4-3-3? Montella lascia parlare i commentatori, ma ogni tanto precisa nelle conferenze stampa: «Il 3-5-2, se hai un esterno come Cuadrado che è offensivo ed esce di più rispetto all’altro cursore, diventa un 4-4-2 o un 4-3-3». La stessa cosa potrebbe accadere nel 3-5-2 del Pisa, lasciando a Mannini, anche in fasi diverse della stessa partita, più libertà di avanzare rispetto a Pellegrini, che finirebbe per comporre di fatto un quartetto difensivo, completato dall’opportuno slittamento di Sabato a sinistra.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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