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La strana sfida di Cozza con il Catanzaro

La strana sfida di Cozza con il Catanzaro

Il tecnico nerazzurro affronta la squadra che lo aveva lanciato in orbita ma dalla quale si è poi separato in anticipo

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PISA. «Non sarà una partita particolare per me, nessun significato in più rispetto ad una qualsiasi altra sfida». Così ha dichiarato Francesco Cozza presentando fin da domenica sera la sfida con il Catanzaro. Il tecnico nerazzurro cercherà di imprigionare tutte le emozioni di fronte alla squadra che prima lo ha lanciato in orbita e poi lo ha riportato con i piedi per terra. Assolutamente inconciliabili le due stagioni vissute in Calabria: 83 punti in 40 gare di C2 (con 3 sole sconfitte, tutte all’andata, ed una serie positiva protratta nelle ultime 23 partite), invece solo 35 lunghezze in 27 incontri di C1 prima dell'esonero.

Incroci infiniti. Pisa-Catanzaro è il match dei corsi e ricorsi: il remake (a campi invertiti) dell’ultima vittoria di Cozza sulla panchina calabrese, anche allora, curiosamente per il tecnico cosentino, dopo aver affrontato la Nocerina (in quel caso, però, fu solo un pareggio esterno).

I giocatori di Cozza. Molto è cambiato a distanza di 8 mesi e mezzo. Solo 4 i “reduci” di Cozza nell’undici giallorosso che ha spartito la posta con i “pari colore” del Lecce: il difensore Catacchini, il centrocampista Alessio Benedetti, il rifinitore Russotto ed il bomber Fioretti, terza bocca da fuoco del torneo con 10 centri.

Sostiene Iaconi. A causare il licenziamento di Cozza, a tre turni dal termine, fu una sconfitta casalinga con la Carrarese (ultima in classifica), nonostante una salvezza virtualmente raggiunta. Ivo Iaconi, ex tecnico nerazzurro, era il mister marmifero: «Da fuori - ci ha raccontato - l’impressione era che ci fosse un po’ di maretta, non so se per problemi tecnici o altro. Comunque secondo me Cozza aveva fatto il campionato che doveva. Non mi sembrava che avesse una squadra tale da poter ambire a qualcosa in più di una tranquilla salvezza. E’ chiaro che quando perdi in casa con l’ultima in classifica, i problemi si acuiscono. Mi dispiace che Cozza abbia pagato con l’esonero».

Dalle stelle alle stalle. L’estate successiva ad una fantastica promozione era iniziata sotto ben altri auspici: Cozza - almeno secondo l’interpretazione data dalla stampa catanzarese - indossava i panni del manager all’inglese (paragonato allora a Ferguson o Mancini), con pieni poteri sul mercato in accordo con il presidente Cosentino. In Prima divisione, salvo l’esordio vincente (come a Pisa, sul Barletta), l’inizio fu balbettante (5 punti in 9 partite), ma la sorprendente vittoria di Perugia diede il via alla rimonta (16 punti in 7 incontri). Alti e bassi nella fase successiva. Il mercato di gennaio fu affidato al diesse Armando Ortoli (attualmente in carica) e consegnò a Cozza una rosa chilometrica (oltre 30 giocatori), non facilmente gestibile.

Il cambiamento. Dopo la vittoria sul Pisa il mister osò andare oltre l’obiettivo salvezza parlando di playoff, non immaginando che la sua squadra si sarebbe sfaldata sotto i colpi di Frosinone e Perugia (4 gol a testa). I rapporti con ambiente e dirigenza si erano incrinati. Il mister lamentò la carenza di impianti sportivi adeguati e arrivò ad annunciare (e successivamente ritirare) l’addio a giugno 2013 (nonostante altri 2 anni di contratto), anticipando di fatto il brusco epilogo.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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