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Cozza vara il modulo preferito dopo tre gare

Cozza vara il modulo preferito dopo tre gare

Contro L’Aquila il tecnico ha deciso di lanciare il suo 3-5-2 grazie anche al debutto di Parfait

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PISA. Dal ventaglio dei moduli Cozza contro L’Aquila ha estratto il 3-5-2. Il tecnico, etichettato con il sistema di gioco dei 5 centrocampisti, ha atteso la terza partita per utilizzare il suo presunto cliché. Con l’innesto a centrocampo di Parfait (un buon esordio per il francese) si sono create le condizioni per tentare il terzetto mediano, mantenendo un’alternativa in panchina (l’under Sampietro). Una disposizione in campo che agevola Mingazzini (a suo agio davanti alla difesa) e soprattutto Favasuli, che dà il meglio di sé quando svaria su un’ampia area, come consentito ad una mezzala, non ad un mediano in un 4-4-2. Dei senatori l’unico punto interrogativo concerne Rocco Sabato, che spesso stenta da terzo difensore (anche se nel primo tempo contro L’Aquila se l’è cavata) e ancor più da quinto, come nel finale dell'ultima gara.

Senza trequartisti. Per la prima volta Cozza ha rinunciato alla tipologia di calciatore più vicina a quello che era il suo modo di giocare. Nessun rifinitore dietro le punte, salvo il finale che ha visto Napoli alle spalle di Forte e Arma. Fuori sia Bollino sia Giovinco. Quest’ultimo, dopo la gara da titolare al debutto del nuovo allenatore, ha collezionato una manciata di minuti nelle ultime due partite ed è rimasto 90’ in panchina come capitava ai tempi di Pagliari.

“Azzardo” Cia. Cozza ha rischiato Michael Cia da quinto di centrocampo (spesso di difesa) in una corsia dove Giovanni Pagliari aveva collocato l’interessante Frediani. «Non avevo esterni bassi destri, neppure per una difesa a quattro», ha spiegato Cozza, evidentemente prendendo in considerazione Simoncini (terzino destro di ruolo ed ex di turno) solo per i minuti finali.

Cicerelli e Ciceretti. Due quasi omonimi hanno giganteggiato sulle corsie esterne nelle ultime due sfide casalinghe. Nel Barletta fu Cicerelli ad inserirsi tra le crepe del binario di destra (allora formato da Rozzio e Pellegrini), nell’Aquila è stato Ciceretti ad approfittare delle incertezze del binonio mancino Sabato-Martella, in tandem con il terzino Scrugli, dopo il magistrale doppio cambio operato da Giovanni Pagliari durante l’intervallo. Sono spunti su cui si può rflettere.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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