La manifestazione
Rigore ingiusto e Birindelli lo rifiuta
Circa un mese fa, senza pensarci un istante, ritirò la sua squadra dal campo perché i genitori litigavano sugli spalti dopo l'errore di un suo giocatore (undicenne), sabato scorso ha aiutato un...
Circa un mese fa, senza pensarci un istante, ritirò la sua squadra dal campo perché i genitori litigavano sugli spalti dopo l'errore di un suo giocatore (undicenne), sabato scorso ha aiutato un arbitro debuttante a prendere la decisione giusta e ha rifiutato un calcio di rigore che non c'era. Alessandro Birindelli ci ha preso gusto: lo sport è lealtà. Prima di tutto.
«Ma il merito - dice il tecnico - è dei miei giocatori. Sono loro che hanno detto all'arbitro che il rigore non c'era».
Alla fine il Pisa, che gioca nel campionato Esordienti Fair Play, ha vinto lo stesso, ma il risultato, per Birindelli, è un dettaglio. Del resto a questi livelli, e a questa età, i bambini giocano per imparare soprattutto le regole della vita, anche se spesso sono migliori degli adulti. Non deve essere importato molto, infatti, alla Figc che il campionato si chiamasse Fair play quando ha assegnato la sconfitta a tavolino ai nerazzurri per avere abbandonato il campo mentre sugli spalti era scoppiata una gazzarra tra genitori. Birindelli però non ha cambiato linea: domenica l'arbitro era un giovane alla sua prima gara ufficiale, per questo affiancato da un tutor. L'attaccante del Pisa e il portiere avversario si scontrano, lui assegna il penalty scatenando le proteste, va in confusione e allora Birindelli interviene: «Ho detto ai ragazzi di aiutare l'arbitro e così l'attaccante ha ammesso che non era fallo».
Tra l'altro per il primo gesto la Figc decisa di imporre la sconfitta a tavolino per la formazione di Birindelli. Amarezza ricompensato dal suo amico ed ex compagno di squadra Alessandro Del Piero, che ha dedicato a al responsabile del setttore giovanile del Pisa il posto d'onore nella sua personale top ten 2013.
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