Sicurezza
Passiglia: L’Aquila è una squadra tosta
L’ex mediano nerazzurro è stato allenato sia da Dino che da Giovanni Pagliari e avversario di Cozza quando era al Genoa
PISA. Giovanni Passiglia a metà strada tra due Pagliari, uno che non è più nella nostra città e l’altro che vi arriverà belligerante in testa alla truppa aquilana. Entrambi sono stati suoi allenatori, rispettivamente a Pisa (2010-11) e Perugia (2008-09). Il mediano, siciliano di nascita e spezzino di adozione, attende una chiamata dopo la buona stagione disputata a Poggibonsi.
Giovanni, i due fratelli come allenatori si somigliano?
«Secondo me parecchio. Sono esigenti dentro lo spogliatoio e in campo, due luoghi dove i comportamenti devono essere giusti. Un atteggiamento che condivido in pieno. Tutti e due vogliono una squadra grintosa senza tanti fronzoli».
Giovanni Pagliari, contrariamente a Dino, pratica soprattutto il 4-3-3: una differenza solo di dettaglio?
«Qualcosa di diverso c’è. Ho avuto Dino Pagliari a Pisa: il suo era un modulo semplice, dove non si inventava niente. Giovanni a Perugia aveva un altro tipo di squadra, che forse gli permetteva di giocare in modo diverso».
Possiamo dire che, parentele a parte, Cozza dovrà sfidare una squadra simile al Pisa del suo predecessore?
«Praticamente sì. Sarà una partita difficile per il Pisa, che se la vedrà con una squadra tosta. Io l’ho affrontata lo scorso anno quando giocavo a Poggibonsi. Conosco molto bene Giovanni Pagliari: so che andrà a dar battaglia e preparerà in modo ottimale la gara».
Dino Pagliari da qualche settimana non è più l’allenatore nerazzurro...
«Veniva da un periodo in cui il Pisa non riusciva più a vincere. Il campionato è difficile, ma anche molto livellato. La squadra nerazzurra può dire la propria. Ha tanti giovani, ma un’ottima rosa».
La presa di posizione dopo Pisa-Grosseto ha ricordato la sfuriata di Braglia dopo la cessione di Puggioni nel gennaio 2007: voi giocatori di allora come assorbiste quell’episodio?
«Sinceramente sapevamo che il mister era un tipo focoso e ci aspettavamo certe reazioni. La squadra non ci faceva troppo caso, concentrata a pieno sul campionato. Dino Pagliari in tanti aspetti gli somiglia. Con i suoi pregi e difetti secondo me ha fatto bene a Pisa. Ora tocca a Cozza, di cui tutti mi parlano bene. A parte Perugia e Frosinone, secondo me il Pisa se la gioca con tutte le rivali».
Sei un ex umbro: tra Perugia e Frosinone chi sceglieresti?
«Quest’anno non ho dubbi: dico Perugia. Ha tutto per vincere. Dei miei tempi c'’è solo Mazzeo, ma conosco ambiente e piazza e so che il Perugia è la più forte».
Da mediano hai mai affrontato il fantasista Cozza?
«Sì, ricordo di aver giocato contro di lui quando era al Genoa in serie B. Era un centrocampista importante, di qualità».
E tra i nerazzurri, oltre gli ex compagni Pugliesi, Favasuli e Forte, chi conosci?
«Ho giocato contro Mingazzini e lo conosco Nel calcio di oggi i giovani giocano per forza, ma hanno bisogno di compagni più grandi, come quelli del Pisa, perché li aiutino a crescere».
Attendi una chiamata: in C2 il cospicuo numero di retrocessioni potrebbe invogliare le società ad alzare l’età media...
«Secondo me alle squadre non importa nulla delle retrocessioni. Anche se scendono sono contente di aver speso poco. Io comunque mi tengo pronto, perché a 32 anni posso ancora dare qualcosa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
