Sicurezza
Potenzialità super ma le polveri restano troppo bagnate
PISA. In pochi fino a qualche mese fa avrebbero potuto immaginare che il Pisa potesse anche solo pensare di intervenire sull'attacco nel mercato di gennaio. Sulla carta Arma, Giovinco, Napoli, Forte...
PISA. In pochi fino a qualche mese fa avrebbero potuto immaginare che il Pisa potesse anche solo pensare di intervenire sull'attacco nel mercato di gennaio. Sulla carta Arma, Giovinco, Napoli, Forte e Bollino sembravano persino abbondanti per le esigenze del campionato e soprattutto per le idee tattiche di Pagliari. Ora è passato nelle mani di Cozza un parco giocatori più ricco in termini di gol potenziali (dedotti dalle prestazioni del passato) rispetto a quello dello scorso anno (formato da Perez, Tulli, Scappini, Gatto), ma forse meno completo come caratteristiche.
I numeri. Il quintetto di giocatori che si sono alternati al centro dell'attacco aveva prodotto complessivamente 10 reti nei primi 8 turni, ma negli ultimi 10 incontri ha messo insieme appena una rete, firmata da Forte a Prato. L'ex interista (2 gol per lui) non segna "solo" da 219' giocati. Arma (6 centri) è a secco da 1047', Napoli (2 firme) non segna da 742', Bollino (una rete) non esulta da 292', mentre Giovinco non ha mai realizzato nei 852' disputati. Martella, da esterno con 857' all'attivo su 1620' di campionato, riesce ad essere vice capocannoniere di squadra con 3 soddisfazioni personali.
Attacchi a confronto. Nel Pisa 2012-13 c'era un po' di tutto: un centravanti bravo in profondità (Perez), uno portato al gioco di sponda (Scappini), un fantasista (Tulli) e un attaccante abile in velocità (Gatto). Il Pisa della marcia-record fino alla finale di Latina schierava la coppia perfetta per il gioco di Pagliari: un centravanti fisico (Scappini) affatto sacrificato nell'addomesticare i palloni lunghi e nel servire una punta rapida (Gatto) che si lanciava in velocità.
E adesso? Quasi tutti gli attaccanti del Pisa, soprattutto Napoli, Bollino e Giovinco, per caratteristiche o per disposizione in campo, tendono a ricevere palla fra le linee d'attacco e centrocampo alla ricerca di un dribbling, di una conclusione o di un passaggio filtrante. Nessuno di essi scardina le retroguardie con potenza o velocità, almeno per come sono impiegati. Manca un riferimento in avanti, che sappia sfruttare gli spazi aperti dal gioco della squadra.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google