Il Tirreno

Pisa

La rivoluzione tattica di Cozza possesso palla e trame rasoterra

La rivoluzione tattica di Cozza possesso palla e trame rasoterra

PISA. «La nostra identità sarà il gioco palla a terra». Un concetto confermato da Cozza nel dopo Pisa-Barletta, davanti al responso del primo match. In soldoni cosa è cambiato fra Pagliari e Cozza?...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La nostra identità sarà il gioco palla a terra». Un concetto confermato da Cozza nel dopo Pisa-Barletta, davanti al responso del primo match. In soldoni cosa è cambiato fra Pagliari e Cozza? Presto per giudicare, ma qualcosa si inizia a vedere.

Molta attenzione è stata riservata alla variazione di modulo, che in realtà per ora è stata più dolce del previsto. Ben più difficile cambiare la mentalità dei giocatori, da un calcio basato su difesa solida e contropiede ad una filosofia fondata su possesso e trame rasoterra.

Oltre le formule. Il dato più lampante, ossia la conversione dal 4-4-2 al 3-4-2-1, forse non è il più significativo: Braglia giocava 3-4-2-1 come Cozza, ma prediligeva i lanci lunghi alla Pagliari, mentre Ventura coniugava il gioco manovrato con la difesa a 4.

Questione di mentalità. Contro il Barletta primi vagiti di gioco palla a terra e manovra fra le linee di attacco e centrocampo. Senza demonizzare il lancio lungo, arma utile in determinati incontri o frangenti di gara.

Dal 4-4-2 al 3-4-2-1. Il 4-4-2 di Pagliari in realtà non era proprio ortodosso: ragionando a spanne, Martella già di fatto era il quinto difensore, anche se non in linea con il quartetto arretrato, e Sabato rimaneva spesso bloccato come un terzo centrale. Ovviamente i meccanismi ora sono cambiati.

Confermata la linea a 2 mediani. «Cozza non stravolgerà il Pisa», aveva dichiarato Nevio Orlandi prima della gara, dimostrando di conoscere bene il suo ex allievo. Nessuna rivoluzione in formazione, solo il rientro di Giovinco e il definitivo recupero di Rozzio. Le uniche vere novità sono la maggiore libertà di offendere offerta a Pellegrini e a Napoli, il primo su tutta la fascia destra, il secondo in posizione più centrale subito dietro ad Arma e a fianco di Giovinco, che ha visto decentrare leggermente la sua zona di azione.

Rischi. Tutti i sistemi hanno punti deboli. Qualche sofferenza del nuovo terzetto arretrato davanti al 4-2-3-1 del Barletta, con 4 giocatori offensivi, per fortuna un po' spuntati. Ecco la ragione del passaggio di Cozza ad una difesa a 4 (in un 4-3-1-2) nella ripresa, per ristabilire almeno la parità numerica nelle retrovie. Possibili problemi contro un 4-3-3 (uno degli schemi di riferimento del Frosinone), nella sfida diretta fra 3 centrali e 3 attaccanti.

Verso il 3-5-1-1? Con l'arrivo di un centrocampista è possibile l'approdo ad un 3-5-1-1, che Cozza non ha mai disdegnato. Una sorta di rombo centrale (come quello visto nel finale con il Barletta) davanti ad una difesa a 5 e dietro il centravanti. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web