Niente controllo, il Pisa ha fuso il motore
Il Pisa ha fuso il motore anche perché il conducente ha perduto da tempo il controllo del mezzo. Così ci troviamo ancora una volta per Natale a mangiare (calcisticamente) un panettone amaro, in...
Il Pisa ha fuso il motore anche perché il conducente ha perduto da tempo il controllo del mezzo. Così ci troviamo ancora una volta per Natale a mangiare (calcisticamente) un panettone amaro, in profonda crisi di gioco, di risultati e con una tifoseria delusa e annichilita.
Col Viareggio si è davvero toccato il fondo. Certamente ha pesato anche il clima cupo che c'è da tempo tra società e allenatore e uno spogliatoio che, al di là dei falsi proclami, si è ormai rotto da tempo.
Lo stesso Pagliari riconferma la sua bipolarità: grande condottiero capace anche di imprese sensazionali una volta chiamato a prendere in mano una squadra nel finale di campionato, come l'anno scorso (gli è mancata solo la ciliegina sulla torta), ma con chiari limiti nel costruire un gruppo e portare a compimento un felice lavoro dall'inizio alla fine. Il Pisa paga quindi, oltre a un logorio più psicologico che fisico, l'assenza di una identità di gioco: Pagliari non è mai riuscito a dargliene una vera. Mettiamoci poi una società che non ha voluto né vuole spendere per rinforzare la squadra, ecco allora un futuro con poche prospettive se non agganciare (se andrà bene) uno degli ultimi posti dei playoff che per una piazza come Pisa è una mezza delusione.
Marco Barabotti
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