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Pisa, la sosta arriva al momento giusto

Pisa, la sosta arriva al momento giusto

Tanti giocatori devono ritrovare una buona condizione atletica: la poca brillantezza spiega le crescenti difficoltà in attacco

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PISA. Mai turno di riposo fu più propizio per recuperare la brillantezza perduta e con essa anche la mira verso la porta avversaria. Uno stop ideale per riallineare l’organico in vista degli ultimi due impegni prenatalizi, a Lecce e contro il Viareggio, consentendo il pieno recupero di Martella, Favasuli, Rozzio, Cia, Pellegrini (anche se in campo non sembrava acciaccato) e il rientro di Sabato. Calciatori che possono riprendere la forma con le sedute di allenamento e non, come è capitato nelle ultime settimane, giocando delicate partite di campionato. Sulle difficoltà offensive del Pisa non pesano solo scelte tattiche o tecniche, ma soprattutto le condizioni fisiche degli interpreti, che al momento non riescono a dare sprint ai movimenti negli ultimi 25 metri.

Senza il quartetto d’archi. Abbiamo ancora negli occhi il fluido gioco d’attacco delle prime giornate. Allora c’erano lo stesso allenatore ed i medesimi giocatori. Anzi non esattamente i medesimi calciatori. Napoli (con la variante Cia), Arma, Giovinco e Martella erano i quattro interpreti che avevano segnato 8 volte nei primi 4 incontri. Per un motivo o per un altro, non sono contemporaneamente titolari dalla gara con il Pontedera, la sesta di campionato. Prima la momentanea uscita di scena di Giovinco (sostituito felicemente da Bollino nel vittorioso Perugia-Pisa), poi l’infortunio di Martella hanno fatalmente instaurato un nuovo equilibrio di gioco, che ha retto fino alla gara contro la tutt’altro che irresistibile Paganese, grazie alla verve dei giovanissimi Bollino e Forte (entrambi a segno con i campani), ma negli ultimi 6 incontri ha prodotto solo 4 reti. Arma da lucido terminale sempre in agguato nell’area di rigore è diventato soprattutto un generoso perno collocato sulla trequarti per alzare una squadra con meno riferimenti in avanti, incapace di sfornare cross dalle fasce. Ecco una spiegazione per il digiuno del centravanti, arrivato a 687’ senza reti.

Mai così prudenti. Contro la Salernitana per la prima volta in questa stagione Pagliari ha schierato due terzini fluidificanti come esterni alti, ossia Martella (che non è propriamente un’ala) e Caputo. Finora aveva sempre rischiato almeno su una corsia un attaccante come Napoli, oppure l’ala pura Cia o il trequartista Bollino. Domenica scorsa solo il terzo era a disposizione e Pagliari lo ha lasciato inizialmente in panchina. Il mister ha spiegato la ragione della sua scelta: «Io devo garantire certi equilibri». Le precarie condizioni di alcuni giocatori in campo, l’indubbia forza dell’avversario e la consapevolezza che solo i risultati positivi possono scacciare ogni eventuale residua nube probabilmente hanno suggerito al tecnico innanzitutto di coprirsi le spalle e poi di provare a vincere. Sono però solo 2 i centri in 360’, da quando Pagliari si è cautelato sulla destra con Caputo (che comunque ha segnato uno dei gol).

Segnali di progresso. Al di là delle critiche e della delusione per la mancata vittoria in 11 contro 9, indubbiamente il Pisa ha giocato meglio rispetto alle precedenti 4 gare, offrendo una prestazione non inferiore a quella dell’ultima vittoria sull’Ascoli, contro una Salernitana assai più forte e scaltra rispetto ai marchigiani. Pochi tiri in porta, ma stavolta finalmente ad Arma è stata offerta qualche palla giocabile in area di rigore. Al rientro, ancora a mezzo servizio, di Martella e Favasuli si è abbinato il netto progresso di Mingazzini e Pellegrini, oltre alla vivacità di Forte e Bollino. La compattezza difensiva può essere un punto di partenza per tornare a farsi rispettare anche nella metà campo rivale.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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