Sicurezza
Pisa-Salernitana: giovani contro anziani
I nerazzurri mandano in campo una delle squadre più “verdi” del girone, invece i campani si affidano molto all’esperienza
PISA. Un Pisa mai così giovane come domenica scorsa attende la Salernitana, che finora è stata quasi sempre la squadra più anziana del campionato. Nelle prime giornate, quando ancora era in carica mister Sanderra (rivale del Pisa nella finale di Latina), i granata erano arrivati addirittura a 29,2 anni di età media dopo l’ingresso del bomber Guazzo nella sfida persa con il Pontedera, anzi a 30 anni tondi tondi, includendo anche il fuoriquota Molinari (classe 1975).
Gli opposti si attraggono. In realtà anche i campani, per tornare a prevalere in casa (dove il successo, a parte il 3-0 a tavolino sulla Nocerina, mancava dalla prima giornata), sono scesi fino ai 25 anni (24,8 per la precisione), escluso il più vecchio degli vittoriosi sul Frosinone (Montervino, classe 1978). L’eventuale utilizzo contemporaneo di Mingazzini, Arma, Cia e Giovinco, con la conferma di Pellegrini pur in assenza di Sabato e Napoli, potrebbe ridurre al massimo il gap di esperienza tra le due contendenti, a meno che il nuovo tecnico Perrone non torni a pescare a piene mani dal gruppo dei senatori.
Ginestra come Mingazzini. Un bomber da 38 reti nelle ultime due stagioni domenica scorsa, come il mediano nerazzurro e al pari di compagni di squadra blasonati come Volpe e Mounard, ha conosciuto l’onta di 90’ vissuti in panca. La punta ha reagito sfornando la doppietta-qualificazione nel match di Coppa con l’Ischia (2-1).
Il Pisa dei giovani. Nel finale di Prato-Pisa, ossia nel momento in cui il baby Forte ha riacciuffato il pari, il team nerazzurro era precisamente a 21 anni di età dai 21,9 anni registrati al fischio di inizio. Nel conto non consideriamo Favasuli, fuoriquota della domenica. I rossocrociati si sono avventurati fino alla soglia minima, senza però rischiare i contributi federali, perché il drastico abbassamento era entro i limiti, è avvenuto dopo l’ora di gioco (quando vale la piena libertà di azione) e poiché comunque in panca, oltre a Pugliesi, c’era Mingazzini, pronto ad invecchiare lo schieramento in caso di necessità.
Due Pagliari agli antipodi. Strategie opposte (in parte obbligate, in parte volute) per i due fratelli allenatori del girone B: l’ultima mezzora è il periodo in cui L’Aquila di Giovanni Pagliari solitamente lancia i “rapaci” più anziani, tipicamente Infantino e Ciotola (in realtà titolare, per la prima volta, domenica scorsa a Pontedera), mentre Dino nella stessa fascia franca fa diventare il Pisa ancora più giovane, non avendo - salvo Mingazzini domenica scorsa - senatori di movimento tra le riserve.
Molinari vale due nerazzurri. La Salernitana può sfiorare con un solo centrale difensivo, il trentottenne Morris Molinari (out per infortunio negli ultimi incontri) l’età di entrambi gli stopper nerazzurri, che mettono insieme 40 anni in due, o 41, quando Rozzio affianca Goldaniga. Invece Bollino e Provedel totalizzano esattamente l’età dell’ex Juve Stabia. Ben 9 i giocatori dai 30 anni in poi nel collettivo granata. E gli under? Con il contagocce. Nelle ultime giornate fiducia al centrocampista Capua (classe 1992), mentre l’ex nerazzurro Sbraga ha esordito da titolare due gare fa a Catanzaro, dopo 3 miseri spezzoni e 8 settimane consecutive a secco, ma è tornato subito in panchina, persino fischiato dallo stadio Arechi. Anche l’italo-brasiliano Gustavo, essendo un 1991, è ancora in età da contributi.
Massimo Berutto
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