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Tanti ricordi a 28 anni dalla Mitropa

Tanti ricordi a 28 anni dalla Mitropa

Ipsaro, Raimondi, Stafico, Andreotti e Niccolini all’“Aperitivo con i Campioni!”

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PISA. A 28 anni della conquista della prima Mitropa Cup, i ragazzi del portale “Il Pisa Siamo Noi” hanno voluto ricordare l’evento presso il Tennis Club al Piazzale dello Sport. L’idea è stata portata avanti da Alessandro Mei, Senio Calvetti e Gabriele Bianchi e ha trovato adesione sia da parte degli sportivi che delle ex glorie nerazzurre, che nell’occasione hanno parlato del Pisa del passato con un occhio anche a quello attuale.

L’iniziativa - denominata “Aperitivo con i Campioni!” - ha visto la presenza dell’ex capitano nerazzurro del recente passato Gabriel Raimondi, di Franco Ipsaro che era in campo nella conquista della prima Mitropa Cup e di alcuni giocatori molto legati a Pisa come Ilde Stafico, Paolo Andreotti ed Emiliano Niccolini. Ipsaro ricorda: «Romeo è riuscito a portare la Mitropa Cup a Pisa: siamo riusciti a vincere quella manifestazione, oltre al campionato. Quella squadra era molto unità, c’erano Kieft e Berggreen. Oggi farebbe la serie A tranquillamente. L’anno dopo abbiamo vinto con il Napoli al San Paolo e con l’Inter con gol di Baldieri e pareggiato con la Juve, facendole perdere lo scudetto». Ipsaro parla anche del Pisa attuale: «L’ho visto un paio di volte. E’ una squadra che può fare i playoff. Per vincere il campionato c’è bisogno di intervenire sul mercato». Ai tempi della Mitropa Cup Paolo Andreotti era un ragazzino: «Ricordo che in una trasferta inglese della Mitropa Cup andarono tre tifosi del Pisa, uno era Maurizio Alberti».

Non poteva mancare uno dei più grandi protagonisti del recente passato nerazzurro, Raimondi. L’argentino, oltre alla promozione dalla C alla B nella finale playoff contro il Monza, ricorda altre due gare: «Quelle in B a Spezia e Frosinone. Giocammo davvero bene». Il carattere del Pisa di Pagliari somiglia molto a quello di Braglia, ma Raimondi dà un altra chiave di lettura al “suo” Pisa: «Il calcio nel frattempo è cambiato. La squadra di Braglia era “cattiva”, adesso però quel tipo di calcio non si può giocare nei vari campi». Due parole anche sul suo nuovo ruolo: «Ormai sono a tutti gli effetti un procuratore di calciatori. Ho fatto il corso qualche mese fa e ora devo lavorare in questo senso. E’ un lavoro che mi piace molto». (a.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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