Gioco
Kutuzov portiere di hockey su ghiaccio
La svolta del bielorusso, squalificato tre anni e mezzo per calcioscommesse
PISA. Da Zar nerazzurro a portiere di hockey sul ghiaccio. L’imprevedibile parabola di Vitali Kutuzov. La stella del Pisa di Ventura (2007-08), in un trio delle meraviglie con Nacho Castillo e Alessio Cerci, ha scelto di cambiare vita (sportiva) dopo la squalifica di 3 anni e mezzo rimediata nell’ambito dell’inchiesta per calcioscommesse.
Ora indossa divisa e protezione davanti ai pali di una squadra di Sesto San Giovanni. Una scelta spiazzante, ma fino ad un certo punto. Già nel settembre 2010 l’allora calciatore del Bari (di nuovo agli ordini di Ventura), in tempi non sospetti, aveva rivelato questa insospettabile passione: «D’estate in Bielorussia frequento i palazzetti del ghiaccio. Un anno fa - raccontava in quell’intervista - mi sono appassionato ad un’altra disciplina e gioco ogni tanto come portiere di hockey sul ghiaccio». Parole confermate alla trasmissione Tiki Taka di Italia 1: «L’hockey mi è sempre piaciuto, ma prima non avevo tempo da dedicare».
Una sorpresa per i tanti tifosi nerazzurri che lo hanno applaudito solo pochi mesi fa, quando lo Zar si è presentato (anche allora nessuno se l’aspettava) in tribuna stampa dell’Arena per la prima uscita ufficiale del Pisa contro il Termoli, ed è stato accolto da eroe quasi come nell’estate 2007, nel giorno in cui apparve per la prima volta dalla terrazza della sede in via di Gello subito dopo aver firmato il contratto con Petrachi e Covarelli.
Ad interrompere la sua carriera, oltre agli infortuni e all’incredibile esclusione di due stagioni fa dalla rosa del Bari (il reintegro solo nel finale), la condanna per la combine di Salernitana-Bari, che nel 2008-09 determinò la vittoria dei campani contribuendo anche alla retrocessione dei nerazzurri.
Parole dure e schiette, non completamente condivisibili, sull’argomento nell’intervista rilasciata a Mediaset: «La mia squadra non ha fatto male a nessuno. Rifarei quello che ho fatto. Non potevo fare altrimenti. E’ il mondo del calcio che ti permette di fare certe cose». Con una precisazione: «Chi mi sta vicino sa chi è Vitali Kutuzov». Sul calcio una croce sopra, almeno per il momento: «Ci sono altre cose belle nella vita».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
