Il dolore
Pisa non dimentica Romeo Anconetani
Quattordici anni fa la scomparsa del presidente che ha fatto la storia del calcio. Dalla serie A allo spareggio di Salerno
PISA. Il 3 novembre di quattordici anni fa scompariva Romeo Anconetani, uno che ha fatto la storia del calcio pisano (e non solo). Romeo garantì non solo anni di serie A e B ad altissimi livelli, ma portò il nome di Pisa e del Pisa ovunque, anche a livello internazionale. Il campionato 1982/83, il primo di serie A della gestione Anconetani, si chiuse con un buonissimo undicesimo posto. Il Pisa espugnò campi importanti come il comunale di Torino (2-0 ai granata) e San Siro, dove i nerazzurri regolarono 1-0 l’Inter di Bersellini. All’Arena squadre importanti come l’Inter e la Juventus dovettero accontentarsi di un punto.
Serie A anche nella stagione 1985-86: toccò a Vincenzo Guerini la guida tecnica della squadra. Sembrava un campionato tranquillo, ma poi tre sconfitte consecutive relegarono il Pisa al quattordicesimo posto con 23 punti. Questo disse il campo, visto che fuori ci fu anche altro. L’Udinese di punti ne fece 25, ma una sentenza della giustizia sportiva la declassò all’ultimo posto per illecito. Il Pisa quindi diventò in un primo tempo tredicesimo e si salvò. I nerazzurri partirono per il ritiro come squadra di serie A. Fu ingaggiato anche il forte attaccante austriaco Schachner dal Torino. Ma una sentenza della Caf riammise l’Udinese in A, sia pur condannandol« a partire da -9. La reazione fu un misto di rabbia ed incredulità. La prima gara ufficiale venne disertata dalla tifoseria in segno di protesta. Pisa-Torino di Coppa Italia si svolse dinanzi a migliaia di lumini stesi sugli spalti. Il campionato 1986/87 cominciò male: solo diciannove i punti che i nerazzurri conquistarono nel girone di andata, contro i 25 della Cremonese, i 24 del Pescara ed i 23 di Genoa e Messina. Nella seconda fase però il Pisa cambiò marcia, 25 punti come nessun’altro. All’ultima giornata il Pisa va a Cremona. I padroni di casa hanno un punto in più, basterebbe un pari. Ai nerazzurri no. Furono ben 6mila i pisani che si recarono a Cremona, dove una doppietta di Lamberto Piovanelli regalò ancora una volta la serie A alla città.
Quello del 1990/91 è stato l’ultimo campionato di serie A per i nerazzurri. La partenza fu buona: vittoria a Bologna e 4-0 al Lecce. Piovanelli in nazionale, in squadra Simeone, Chamot e Larsen. L’anno successivo fu sfiorata la serie A, con un sesto posto. L’anno dopo ancora ottavi e tanta amarezza. Nel campionato 1993/94 il Pisa nel girone di andata ottiene la miseria di 16 punti e 19 in quello di ritorno. In casa è un rullo compressore, nessuno espugna l’Arena, nemmeno la Fiorentina di Batistuta. Fuori casa è da tragedia, solo sette punti, una vittoria ad Acireale. La penultima gara il Pisa gioca a Verona e pareggia, l’Acireale in casa con il Bari. I siciliani vincono e segnano al centesimo minuto. Erano sparite le bandierine dei calci d’angolo tra il primo e il secondo tempo. Il Pisa ed il Pescara presentarono reclamo, ma non successe nulla. L’ultima giornata di campionato arrivò all’Arena la già salva Fidelis Andria. Sembrava un esito scontato. Arena esaurita. Finì 0-0 con un palo colpito da Roberto Muzzi. Fu necessario affrontare uno spareggio con l’Acireale a Salerno. Molti ricorderanno l’infelice esito dei tiri dagli undici metri. Il campo decretò la serie C. Ad agosto del 1994 la giustizia sportiva cancellò il Pisa Sporting Club dal professionismo. Nessuno mosse un dito per aiutare il Pisa e Romeo.
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