Attenzione
Taccola per Pagani è ancora un idolo
L’ex nerazzurro: «Là i giocatori con il mio carattere trovano la dimensione giusta. Ho un debole per Pagliari»
PISA. Un calcesano a 38 anni suonati è diventato un beniamino della tifoseria paganese. E lo è tuttora. Immensa la carriera di Mirko Taccola, iniziata a 18 anni in un Inter-Pisa (4-1) e chiusa a 42, di nuovo vicino casa, a Forcoli in serie D. Nella Paganese ha disputato la stagione 2008-09, riscuotendo una tranquilla salvezza in C1 e tanti consensi. A 43 primavere non ha appeso le scarpette al chiodo e si gode le partite tra amici.
Mirko, il tuo cuore è nerazzurro, ma anche Pagani non ti è indifferente...
«A Pagani ho lasciato un buon ricordo, come quello che conservo della città. Ho partecipato ad un’annata stupenda. Là mi hanno voluto bene e me ne vogliono ancora».
E’ bastato un campionato per diventare un idolo?
«Caratterialmente sono molto focoso. Là i giocatori come me hanno la giusta dimensione».
Non è facile arrivare in una piazza in età avanzata e affermarsi...
«Posso dire che a 38 anni ho disputato una delle mie migliori annate. Finii addirittura nella Top 11 della Gazzetta».
Con la Paganese incontrasti il Pisa in amichevole nell’estate 2008...
«Giocammo in Umbria e pareggiammo 1-1. Ricordo che c’era Ventura in panchina e, tra i giocatori, Colombo e Buzzegoli».
La Paganese viene da 6 sconfitte in 7 gare, ma punta ai playoff...
«Quest’anno in serie C non si rischia niente, poiché non ci sono retrocessioni, dunque è ovvio che in piazze piccole si cerchi di costruire rose al risparmio. Ma in determinate piazze le squadre danno sempre battaglia e sono difficili da affrontare. Anche il pubblico sa infiammarsi e caricare i giocatori nel momento giusto».
Il Pisa ti piace?
«Sì, e ho sempre avuto un debole per Pagliari. Purtroppo non ho mai avuto la possibilità e la fortuna di lavorare con lui».
A Pisa sei esploso giovanissimo e senza l’ausilio dei contributi federali...
«Ho fatto la gavetta. Adesso il calcio è diverso: arrivare a certi livelli è più facile, prima c’era una maggiore scrematura. Ora arrivi subito, duri due anni e poi rischi di sparire. I risultati si vedono sul campo: il livello, in tutte le categorie. non solo in C, si è abbassato tantissimo».
Come vedi i giovani nerazzurri?
«Pagliari sta costruendo bene la squadra a livello caratteriale. E’ uno che, se viene seguito nel modo giusto, trasmette molto ai giovani».
Veniamo a te: giochi ancora per divertimento?
«Dovendo seguire con mia moglie tre negozi a Lucca (una catena di abbigliamento, ndr) non ho molto tempo da dedicare al calcio. Mi piacerebbe allenare, ma quando ci saranno i presupposti. Ho bisogno di fare le cose che mi piacciono. Adesso gioco la sera a calcio a sette nella Macelleria Tuccori ed a 11 nei tornei a Calci, con i miei compaesani. Due-tre partite la settimana».
Come spieghi la tua longevità sportiva?
«Non bevo, mangio bene, vado a letto all’ora giusta. Fare l’atleta è semplice: basta rispettare certe regole. Ma per qualcuno sono difficili. Vedo miei colleghi che ingrassano quando smettono di giocare, io invece resisto e ci tengo. Devi sapere quello che vuoi. A 18-20 anni puoi permetterti qualche stravizio, ma devi decidere se vuoi durare nel lungo periodo. Io ho sempre preferito andare avanti più possibile».
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