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Perugia-Pisa, Agroppi rigioca la sfida

Perugia-Pisa, Agroppi rigioca la sfida

Ex allenatore di entrambe le squadre, ricorda gli intrecci più clamorosi. Dal campo: Goldaniga verso il recupero

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PISA. Pisa e Perugia sono sempre nel cuore di Aldo Agroppi. Lo stesso cuore che fece le bizze due anni fa. Un infarto colpì l’ex tecnico nerazzurro e biancorosso (degli umbri è stato anche calciatore) mentre era in collegamento con una trasmissione radiofonica il 16 novembre 2011. Dopo il ricovero e gli interventi chirurgici il lento recupero, accompagnato dal rientro in pista come opinionista, pungente ma gentile, con il gusto toscano della battuta.

Mister, come sta?

«Bene. Dagli ultimi controlli sembra sia tutto a posto. Seguo anche la Lega Pro, un campionato importante, che appassiona».

Perugia contro Pisa. Ciascuna di esse cosa le ha lasciato?

«Di Pisa ho i bellissimi ricordi di una promozione in A. Ero un giovincello, in una delle mie prime gestioni in serie B. Ricordo con affetto la Pisa sportiva e Romeo. Un presidente vulcanico, a cui sono riconoscente perché mi ha dato la possibilità di lavorare. In quella stagione perdemmo solo tre partite».

E a Perugia?

«In Umbria sono stato per sette anni, da calciatore, allenatore delle giovanili e poi della prima squadra. Purtroppo non andammo in A, anche se perdemmo una sola partita in tutta la stagione».

E la perdeste, per 4-1, proprio a Pisa...

«La sconfitta arrivò per la dabbenaggine del mio difensore Brunetti, che si fece espellere avendo sputato a Kieft. Eravamo sullo 0-0. Rimanemmo con un uomo in meno, altrimenti probabilmente non avremmo perso neppure quella partita, che forse ci costò la promozione».

Ultimamente Pisa e Perugia sono state accomunate dal fallimento in rapida sequenza e dal medesimo presidente (Covarelli). Cosa manca a queste città per tornare ai tempi d’oro?

«Per vincere le componenti sono tante: una società forte non solo economicamente, ottimi collaboratori, un allenatore bravo, calciatori validi, seri e professionali fino all’esagerazione. Non si vince o si perde solo per merito o per colpa di un presidente».

Il Pontedera in testa e il Lecce in coda quale riflessione le inducono?

«Evidentemente a Pontedera ci sono le componenti di cui parlavo. Niente avviene per caso».

A Pisa ci sono Dino Pagliari e Fabrizio Lucchesi...

«Non conosco di persona Dino Pagliari. Ho allenato il fratello Giovanni e anche lui ora sta facendo l’allenatore con ottimi risultati. Conosco Lucchesi. Da direttore ha assaporato tutte le sensazioni. Gli voglio bene. Una volta lui e Corsi (il presidente dell’Empoli) mi invitarono a Pisa per una partita. A fine gara mi fecero trovare due bei giacconi di pelle che ancora conservo».

In estate si pensava che Perugia-Pisa sarebbe stato il derby personale di Cristiano Lucarelli...

«Ha lasciato di comune accordo con la società. Non c’erano più i presupposti per continuare. Lucarelli avrà sicuramente un’altra occasione».

Cosa si aspetta da Perugia-Pisa?

«Vorrei che vincessero tutte e due».

Dal campo. Si va definendo l’assetto della difesa: l’acciaccato Goldaniga può recuperare, Sabato verso il rientro al posto dello squalificato Kosnic.

Lavori all’Arena. In Prefettura si è tenuta una riunione, presieduta del prefetto Francesco Tagliente, con il presidente del Pisa Carlo Battini e il presidente di Acque Spa Giuseppe Sardu, in presenza dell’assessore Andrea Serfogli. Nel corso dell’incontro è stata condivisa, si legge in una nota, «l’esigenza di pervenire ad una sollecita definizione, con reciproche concessioni, della vertenza attualmente in atto tra le due società e consentire così l’erogazione dell’acqua nei settori curva Sud e curva Nord».

Il Pisa alla radio. Alle 12 “Domani si gioca” su Radio Incontro (FM 107.75 e in streaming su www.incontro.it), trasmissione in collaborazione con la redazione di TuttoPisa.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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