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L’altro Pagliari non riesce a scegliere

L’altro Pagliari non riesce a scegliere

Il fratello di Dino, che è anche ex bomber e allenatore del Perugia, evita di sbilanciarsi: «Una sfida da tripla»

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PISA. Con il suo L’Aquila è andato a vincere a Lecce, Ascoli e Salerno. Ha 13 punti in classifica, davanti c’è solo l’altra matricola terribile Pontedera. Giovanni Pagliari, da quando ha preso le redini della squadra abruzzese, ha vinto i playoff di Seconda divisione ed ha assorbito il salto di categoria a suon di prestazioni super. L’unica sconfitta? In casa, nel personale derby con il Pisa del fratello Dino. Ma «abbiamo sprecato otto palle gol, abbiamo avuto il predominio e meritavamo almeno il pareggio. Alla fine, però, da noi si dice che chi vince è bravo e chi perde è somaro», precisa l’ex attaccante e allenatore del Perugia intervista dal Corriere dell’Umbria.

Quello tra Perugia e Pisa è per Giovanni Pagliari un’altra gara speciale. Un derby di cuore, tra il suo Grifo e la sua famiglia. Come la semifinale playoff dello scorso giugno. Al ritorno «il pareggio arrivò in modo rocambolesco - ricorda il tecnico dell’Aquila - ma il Pisa non rubò nulla. Ormai comunque è acqua passata, praticamente sono rimasti solo i due allenatori».

E poi se il Perugia ha visto sfumare il sogno serie B, lo stesso è avvenuto per i nerazzurri nell’ultimo atto contro il Latina. «Alla fine è andata bene solo a me», aggiunge Giovanni Pagliari con il sorriso per aver centrato il salto, ritrovandosi una categoria più sù e sempre lì, con merito, nei quartieri alti. «Ma sono passate appena sei domeniche - tiene a precisare - è molto presto, vediamo alla fine del girone d'andata».

Il big match della settima giornata tra le formazioni di Camplone e del fratello Dino, per Pagliari, è indecifrabile. «Il Pisa è una buona squadra, ma ha abbassato molto l’età media e non sono convinto, come dicono un po’ tutti, che si sia rinforzato. Credo che il lavoro grosso lo stia facendo mio fratello perché i giovani sono soggetti ad alti e bassi. Il Perugia ancora non lo conosco bene perché lo affrontiamo tra un po’, a Prato ha fatto una gran rimonta ed è normale che la sfida con il Pisa inizi a diventare molto importante». Perché la distanza dalla vetta, otto punti, è già corposa, anche se «la strada è lunga, l’importante per noi allenatori in questo momento è trovare le motivazioni giuste. C’è sempre la fretta di vincere, ma il traguardo è lontano». Per Giovanni Pagliari dunque la gara è «da tripla, sarà una partita molto combattuta».

Tra un mese, l’11 novembre, l'ex tecnico biancorosso farà ritorno a Perugia per affrontare i grifoni alla guida dell’Aquila. «Il Curi è casa mia - dice Pagliari - e di certo tornare sarà un’emozione. Da giocatore ho vissuto i miei momenti più belli, meno da allenatore perché non mi è stata data la possibilità di lavorare con una società dietro. Mi rimangono comunque dei ricordi splendidi».

Il calcio è bello anche per gli intrecci affascinanti che offre e questo campionato potrebbe diventare una gran bagarre. «Le favorite sono tante - conclude Pagliari -: Frosinone, Benevento, Salernitana, Perugia, Pisa, Pontedera e, come mina vagante, ci metterei anche L’Aquila». Per Giovanni Pagliari, dunque, la lotta al vertice è apertissima. Ed è da gare come quella tra Perugia e Pisa che possono uscire i primi verdetti su chi potrà concretizzare le proprie ambizioni.

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