Il Tirreno

Pisa

Proteste ultrà per i tornelli sedie contro i poliziotti

Proteste ultrà per i tornelli sedie contro i poliziotti

Tensione in sede per il ritardo dell’ingresso allo stadio causato dal prefiltraggio Sugli spalti tifoserie corrette nella sfida di cori e striscioni tra “Provincia” e “Città”

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PISA. Sedie e trofei scagliati contro i poliziotti in assetto antisommossa. Si sono riparati con gli scudi, gli agenti verso i quali alcuni tifosi hanno manifestato la loro rabbia dopo essere stati allontanati dalla sala stampa a fine gara.

La rabbia degli ultras. Erano una cinquantina gli ultras inviperiti per i ritardi accumulati durante il prefiltraggio che anticipa il passaggio ai tornelli. Diversi tifosi, anche famiglie con bimbi in lacrime per la tensione, si sono ritrovati nella calca per accedere allo stadio e soprattutto in curva Nord non riuscendo ad entrare in tempo utile per l’inizio della partita.

Prefiltraggio contestato. Alla conclusione del match c’è chi ha pensato di chiarire con il presidente Carlo Battini l’ennesimo disagio causato dagli spazi ristretti del prefiltraggio.

Sono entrati in sala stampa e dopo qualche istante hanno dovuto fronteggiare la reazione della polizia a cui, una minoranza, ha risposto con il lancio di sedie e coppe trovate sulle mensole in sede.

L’incontro. Dopo i momenti di tensione, una delegazione è stata ricevuta dal presidente al quale è stato illustrato il disagio dei tornelli e dell’acqua che continua a mancare. Sempre in tema di tensioni, nei minuti successivi alla fine del derby una giovane ha lanciato una bottiglia contro un’auto dei carabinieri per poi fuggire.

Tribuna vip. Al triplice fischio, la “Provincia” esulta e la “Città”, nonostante la sconfitta, applaude. Se il campo ha regalato una partita vivace e, a tratti spettacolare, l'altra partita, quella andata in scena sugli spalti, ha invece fatto vivere emozioni a go-go. Il tifo pisano si è dimostrato ancora una volta di categoria superiore, con una curva Nord gremita che ha dato spettacolo per tutti i novanta minuti. Buona la presenza anche in gradinata, piena oltre la metà, e in tribuna coperta, dove hanno trovato posto anche il selezionatore della nazionale di Lega Pro Valerio Bertotto e il suo vice Massimiliano Moras. Presenti anche il vicesindaco Paolo Ghezzi, il presidente della Provincia Andrea Pieroni, l’onorevole Paolo Fontanelli e Salvatore Sanzo, assessore allo sport. Il dato finale parla di 4.500 paganti (oltre 6.500 circa le presenze totali sugli spalti) per un incasso di circa 74mila euro.

Minuto di silenzio. Tutto lo stadio, prima del fischio di inizio, ha osservato in piedi il minuto di raccoglimento per la tragedia di Lampedusa, rotto da un lungo applauso e dallo striscione “Tragedie inaccettabili, vicini ai migranti”, srotolato dalla Nord.

Tifoserie corrette. Per il resto è stata un’altra giornata di grande tifo, che non è mai sfociato in sfottò, con i circa 300 pontederesi presenti all’Arena (un centinaio di ultras non tesserati nella tribuna coperta e il resto nella Sud insieme ai dirigenti del Pontedera e al sindaco della città della Piaggio) che hanno dato prova di un buon e incessante tifo. Le due tifoserie, in pratica, si sono ignorate, incitando, ognuna, i propri beniamini. A tratti, sugli spalti, è andato in scena anche un lodevole “fair play”, come nell’occasione dell’infortunio del granata Vettori, uscito in barella allo scadere del primo tempo tra gli applausi della gradinata e della tribuna coperta. Nonostante il vantaggio del Pontedera, ai nerazzurri non è mai mancato il sostegno dei propri tifosi, che, al pareggio di Arma, hanno fatto tremare l’Arena con tanto di lancio di un forte petardo. Da brividi il coro “Conquista la vittoria, conquistala per noi”, intonato dopo i fischi e il grido “buffone, buffone” rivolti all’arbitro dopo aver assegnato il rigore al Pontedera. Lo stesso coro, rivolto sempre al direttore di gara dopo l’espulsione di Pagliari, ha aperto il secondo tempo, durante il quale è andato in scena lo stesso copione del primo tempo: tifo incessante e cori assordanti.

Gli striscioni. Non sono mancati i classici sfottò contro livornesi e fiorentini. Da segnalare gli striscioni srotolati dalla Nord: “Giustizia per Aldrovandi” e quelli di benvenuto a due nuovi tifosi del Pisa “Benvenuto Mattia” e “Benvenuta Gaia”. Un altro striscione “Ciao Marco”, è stato dedicato a Marco prospeti, combattente del Giocodel Ponte scomparso da poco”, mentre alcuni tifosi con uno striscione chiedevano “Ridateci il vecchio calcio”. Emozionante la sciarpata alzata a metà del secondo tempo, accompagnata dal coro “Alè Pisa” e da un secondo petardo esploso sotto la Nord. Poi una standing ovation per Arma, sostituito da Forte, e la richiesta, a più riprese, del secondo gol. Ma per questa volta si deve accontentare di una buona prestazione e delle emozioni da derby. Al triplice fischio, mentre i sostenitori granata fanno festa (con tanto di cori contro i ponsacchini), la Nord chiama sotto la curva l’undici nerazzurro per applaudirlo.

Pietro Barghigiani

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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