Il dolore
«La squadra non esce ridimensionata»
Pagliari: uno stop ogni sedici partite mi sta bene, obbligati due cambi su tre
PISA. «Se inciampi su uno scalino non puoi mettere in discussione tutta la scala». Con un’efficace metafora Dino Pagliari cerca di archiviare in fretta la sconfitta nel derby e di orientarsi mentalmente già in direzione Perugia. «Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Nel primo tempo il Pisa mi è piaciuto. I ragazzi avevano rimesso in sesto una gara che si era messa in modo antipatico, dopo il gol-non-gol del Pontedera. Nel secondo tempo abbiamo gettato in campo grande energia e poca razionalità, ma sempre voglia di vincere. Purtroppo non siamo riusciti a realizzare. Fa rabbia prendere un gol da 40 metri ad un minuto dalla fine del recupero. Complimenti al Pontedera. Noi resettiamo e andiamo avanti. Uno stop ogni 16 partite mi sta bene e lo firmerei, anche se dispiace perdere».
Il mister nerazzurro non è rimasto sorpreso dall’atteggiamento guardingo degli ospiti nella ripresa: «Il Pontedera si è messo dietro con otto effettivi a coprire gli spazi e cercava i due attaccanti, che però nel secondo tempo non si sono visti. La squadra granata ti dà la sensazione di lasciarti fare la partita, ma se sbagli te la fanno pagare. Siamo stati bravi, anche se abbiamo giocato in modo poco razionale». Assolto Pugliesi sulla punizione-bomba di Bartolomei: «La palla è partita alta ed rimasta alta. C’era poco da fare». All’espulsione, conseguenza delle proteste per il rigore non concesso a Giovinco, Pagliari dedica il minimo indispensabile di parole: «Ho solo mosso le mani per protestare nei confronti di una decisione che non condividevo. Non ho detto nulla». Sarà squalificato per la sfida di Perugia? «Non credo, perché non ho offeso nessuno».
Delle sostituzioni, effettuate quando era già in tribuna, il tecnico marchigiano rivendica la paternità: «Solitamente decido io le sostituzioni. In questo caso due su tre sono state forzate, perché i giocatori in questione hanno chiesto di essere cambiati. Arma è uno di questi: non ce la faceva più dopo aver corso, e non poco, per tutta la partita». I nuovi entrati non hanno inciso: «Hanno messo in campo quello che avevano. Hanno messo in campo, tante, forse troppe, energie». E ora Perugia: «Dobbiamo ripulire la testa e spurgare le tossine. Per riprenderci bisogna analizzare ciò che di buono abbiamo fatto e anche le poche cose meno buone. Abbiamo un gruppo da finire di costruire e i “vecchietti” da reinserire. Sabato dovrebbe rientrare. Favasuli si allena con noi e vedremo come starà in settimana».
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