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Sanzo, un tifoso speciale con la maglia “olimpica”

Sanzo, un tifoso speciale con la maglia “olimpica”

Esibì la casacca nerazzurra davanti al mondo intero dopo la finale di Atene Domani si presenterà con quella a sostenere i nerazzurri all’Arena Garibaldi

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PISA. 16 agosto 2004, Helliniko Fencing Hall di Atene: Salvatore Sanzo, campione di fioretto, sale sul podio olimpico. E oltre alla medaglia d'argento, attorno al collo sfoggia un'inconfondibile maglia da calcio neroazzurra, quella del Pisa, donatagli dalla società con il suo soprannome "Toti" stampato sul dorso. Questa foto fa il giro del mondo e arriva, prima di tutto, dritta al cuore dei suoi concittadini.

Il campione di fioretto, che nel frattempo ha arricchito come nessuno il palmares sportivo e ha intrapreso una carriera sia politica che manageriale, domani si presenterà con la stessa maglia a tifare la sua squadra del cuore.

«E’ un evento che dà lustro al nostro territorio, - dice. - Io non dimentico che prima di diventare assessore allo sport della mia città ho ricoperto lo stesso incarico a livello provinciale, quindi conosco perfettamente le potenzialità che le città intorno a Pisa possiedono. È innegabile che per quei 90' il mio cuore sarà solo nerazzurro, ma prima e dopo l'incontro mi godrò lo spettacolo che entrambe le tifoserie sapranno sicuramente regalarci».

Qualche rammarico perché in vetta ci sono i cugini? «Assolutamente no. Il Pontedera ha avuto un avvio di campionato encomiabile, collezionando grandi prestazioni come quella di Salerno. Il Pisa però mi sembra consapevole dei propri mezzi e saprà ristabilire in fretta le giuste gerarchie di classifica. Per storia, tradizione e qualità questa squadra deve ambire a tornare al più presto sui palcoscenici che più le competono, come la Serie B».

Da dove nasce la sua passione nerazzurra? «Da bambino andavo allo stadio con la mia famiglia. All'età di 14 anni poi ho iniziato a frequentare la curva, imparando anche a seguire la squadra in trasferta. A seguire, per esigenze sportive prima e politiche poi, ho leggermente diminuito l'assiduità di presenza allo stadio, ma quando posso, torno sempre volentieri in tribuna. Ora mi faccio accompagnare da mio figlio, che ha solo 6 anni ma promette di diventare uno dei più forti sostenitori di Giovinco e compagni».

L'ultimo bel ricordo? «Stagione 2007/08, io dovevo prepararmi per le Olimpiadi di Pechino, mentre il Pisa aveva una partita delicata da affrontare. Ho potuto fare un intero allenamento con i calciatori. È stato emozionante: accanto a me correva gente come Cerci e Kutuzov e il mister era Ventura...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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