Sicurezza
Dopo un 5-2 è frequente un turno di relax
PISA. Dalle scorpacciate al digiuno. Non di raro alle larghe affermazioni fanno seguito gare senza gol all'attivo o addirittura senza punti. Le reti non sono tutte uguali: un conto è continuare a...
PISA. Dalle scorpacciate al digiuno. Non di raro alle larghe affermazioni fanno seguito gare senza gol all'attivo o addirittura senza punti. Le reti non sono tutte uguali: un conto è continuare a realizzare, sospinti dal proprio pubblico, contro un avversario virtualmente già battuto come la Nocerina, un altro è sbloccare partite in catini infuocati come il Ceravolo.
Analizzando la storia del Pisa si scopre che aver allungato la striscia positiva lontano dal proprio campo dopo un ampio risultato casalingo è un'operazione che non può essere sottovalutata. Solo i corsi e ricorsi inducono una punta di rimpianto: l'ultimo successo per 5-2 in un campionato professionistico era stato seguito da un acuto esterno a Catanzaro. Il felice e curioso precedente risale alla stagione 1967-68, quando il Pisa prevalse per 5-2 sul Bari con una tripletta di Manservisi e a distanza di 7 giorni si affermò in Calabria (1-2) ancora grazie ad un determinante centro del suo numero 7. La doppia impresa venne realizzata praticamente di questi tempi, tra la quinta e la sesta giornata, ossia con un turno di anticipo rispetto al campionato attuale. Nel 1956-57, il 5-2 sulla Cuoiopelli fu l'antipasto alla decisiva vittoria di Firenze (0-1, sulla Rondinella) per la promozione in IV Serie. Nel 94-95 si verificò la stessa sequenza attuale, ma a campi invertiti: 2-5 all'Isola D'Elba e poi 0-0 in casa con il Perignano. (m.b.)
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