Sicurezza
Padalino: nerazzurri, avete tutto per farcela
Il vice di Ventura ai tempi della B ora allena il Foggia in C2: da allenatore esordì proprio a Nocera
PISA. Qualcuno è profeta in patria. Il Foggia ha lanciato Pasquale Padalino da calciatore e altrettanto sta facendo adesso con il giovane allenatore, che dopo l'esperienza da secondo di Giampiero Ventura a Pisa (e prima a Verona), ha iniziato a camminare con le sue gambe. In realtà la primissima panchina offerta all'ex difensore della Fiorentina è stata quella della Nocerina, per qualche mese nel 2009-10. Lo scorso anno, con il risorto Foggia, un buon quinto posto in D, coronato in estate dal ripescaggio in C2.
Mister, come va da profeta in patria?
«Non è semplice, ma dà una grande motivazione. Una soddisfazione è soprattutto se riesci ad ottenere un risultato inaspettato».
Il suo debutto da primo allenatore è avvenuto a Nocera: cosa ricorda di quel campionato?
«Un'esperienza significativa, che mi ha insegnato molto. Purtroppo ebbi un approccio negativo con la piazza. Non ci fu modo di far cambiare idea all'ambiente, anche se mi furono riconosciuti i buoni risultati raggiunti. Subentrai con la squadra al terzultimo posto e la portai a 4 punti dai playoff ».
Insomma un ambiente difficile?
«I tifosi sono calorosi. Avevano sognato il ritorno fra i professionisti e, una volta in C2, stavano rischiando di ricadere fra i dilettanti. Ci risollevammo, ma qualcosa non funzionò. Capita nel calcio.
Ci sono ancora suoi giocatori fra i rossoneri?
«No. La proprietà è la stessa, che ultimamente si è messa un po' da parte, ma a cui comunque faccio i miei complimenti per come mantiene la squadra in un periodo di crisi generale».
E del Pisa che giudizio dà?
«Pisa, come Nocera, ha un pubblico esigente, che meriterebbe palcoscenici importanti. La società ha dato continuità alla guida tecnica. Secondo c'è la struttura che serve per salire, visto che la dirigenza ha fiducia nell'allenatore e quest'ultimo conosce bene la piazza. Due aspetti che aiuteranno il Pisa a superare gli ostacoli».
Ha visto giocare la squadra?
«Contro il Frosinone, e mi sembrava che avesse una marcia in più. Non a caso il Pisa è primo in classifica».
Il giovane Goldaniga ricorda un po' i movimenti eleganti di lei come difensore...
«Si parla bene di questo ragazzo. Se gli sono state assegnate grandi responsabilità in campo, evidentemente ha buone qualità. Secondo me bisogna tornare a costruire giocatori nei ruoli difensivi, che prima ci contraddistinguevano nel calcio mondiale».
Vedendo la crescita continua di Cerci a Torino insieme a Ventura e a Petrachi, dove sarebbe arrivato il Pisa senza l'infortunio dell'attaccante romano?
«L’intervento della società non ci consentì di proseguire in un programma di continuità, che chissà dove ci avrebbe portato. Cerci dovrebbe fare una statua a Ventura e al suo staff, che lo ha fatto diventare un calciatore di statura mondiale. Quando sei in mezzo alle persone giuste, i risultati si vedono».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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