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Pisa, la strada imboccata è quella giusta

Pisa, la strada imboccata è quella giusta

Commenti positivi dopo il debutto all’Arena. Dal mercato degli svincolati non arriveranno rinforzi, Lucchesi spiega perché

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PISA. Il giorno dopo il debutto all’Arena con il Frosinone il commento è unanime: bella prova dei nerazzurri, che ai punti avrebbero meritato la vittoria, peccato, ma per ora va bene così. Questo pensiero è anche quello del direttore generale Fabrizio Lucchesi, che ha detto: «Avremmo meritato il successo pieno dopo una bella prestazione. Davanti avevamo una delle squadre più forti del girone, eppure l’abbiamo messa in difficoltà». Il rammarico, soprattutto, è concentrato nella parte di gara in cui il Pisa ha avuto l’uomo in più dopo l’espulsione di un avversario. Lucchesi precisa: «Sì, eravamo in inferiorità numerica, ma anche molto stanchi. Abbiamo cercato di approfittare della situazione, ma soprattutto il vantaggio di un uomo ci ha aiutato a portare in fondo la partita, visto che qualche volte si può anche rischiare di perdere determinate gare».

Niente svincolati. Dunque, il giudizio sulla squadra è complessivamente positivo. Qualche appunto sull’azione difensiva nella circostanza del gol del Frosinone, dove la squadra ha probabilmente pagato l’inesperienza dei difensori di fronte all’esperto Ciofani. «Sul gol subìto di sicuro ci sarà stato qualcosa che non ha funzionato, ma in queste circostanze bisogna riconoscere soprattutto la bravura di Ciofani che lo ha realizzato». Inevitabile ripensare al mercato dal quale non è arrivato il difensore atteso. Però non sono da attendersi novità dal bacino degli svincolati, come conferma Lucchesi: «Fino a gennaio staremo così. Svincolati ce ne sono, ma per noi prendere un calciatore da una società che contribuiva al pagamento dell’ingaggio era maggiormente conveniente perché se acquisti un giocatore senza contratto lo stipendio ricade tutto sulla società».

Età media. Il ragionamento di Battini sul mercato vale senza dubbio per la formazione titolare: l’arrivo di un difensore over effettivamente avrebbe fatto sballare i delicati meccanismi dell’età media e divergere gli interessi della classifica da quelli del cassiere. Ma, come si è visto in Pisa-Frosinone, il discorso salta appena uno dei senatori è costretto a lasciare il terreno di gioco. Un undici uguale per dieci elementi a quello di Barletta e del match con il Frosinone, con il solo rientro di Sabato al posto di Goldaniga o di Kosnic, porterebbe il Pisa a quota 25,4 (tolto ovviamente il fuoriquota Pugliesi). Addirittura si arriverebbe a 25,5 (sull’orlo del “precipizio”, ma ancora in salvo) se Cia prendesse il posto di Napoli (un classe 1988 contro un 1989). Ma se viene a mancare uno tra Mingazzini, Favasuli e Sabato? La sostituzione di Mingazzini con Sampietro, da sola, ha fatto precipitare l’età media di ben 1,3 anni, essendo 13 le primavere di differenza tra i due e 10 i giocatori su cui fare il calcolo. Già in partenza non c’era Sabato e la soglia era fissata su 24,3, scesa a 23 dopo l’uscita di Mingazzini.

Il conteggio. Si parla tanto di età media. Ma con quale criterio si determina l’anzianità di un giocatore? Agli allenatori, per fortuna, non serve conoscere i compleanni di tutti i propri calciatori: l’età convenzionale è semplicemente quella determinata dal millesimo di nascita nell’anno di inizio campionato (ovvero il 2013). Al confine invalicabile Pagliari avrà un indubbio vantaggio: dovrà semplicemente non sostituire un giocatore con uno più anziano, salvo dopo l’ora di gioco, quando tutto diventa permesso. Un po’ come gestiva gli under fino allo scorso anno. Un eventuale sforamento comunque avrebbe conseguenze poco rilevanti, anche se avvenisse entro il 60’: infatti l’undici più anziano possibile, al di là di considerazioni tattiche e a parte l’ovvio vincolo di non mandare in campo due portieri, si fermerebbe esattamente a quota 26, costando la minima penalizzazione del 25% sul minutaggio. Sopra 26 Pagliari non può andare, anche se volesse.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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