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Pisa

Bellini, un argento mondiale per la Molinese

Bellini, un argento mondiale per la Molinese

Hockey in line: il portacolori dei Bad Boars racconta la sua esperienza trionfale in Colombia

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MOLINA. La festa per la chiusura della terza edizione del Molinandia Roller Camping, un appuntamento ormai irrinunciabile nel calendario delle manifestazioni sportive, è stata l’occasione per festeggiare Matteo Bellini della squadra di hockey on line di Molina di Quosa che milita in seria “A”.

L’atleta pisano è reduce dai World Games di Cali in Colombia dove ha fatto parte della nazionale italiana. Abbiamo incontrato Matteo a casa sua, in un’amena villetta che si affaccia sul campo sportivo di Gello quasi a non voler interrompere quella passione sportiva che caratterizza la famiglia .

Cosa hai provato all’arrivo scendendo dall’aereo?

Matteo scandisce le parole come a volerti coinvolgere nella sua gioia che trapela dagli occhi: «Una folla festante ci ha salutati uno a uno e già ci sentivamo protagonisti. Questa non è comunque la prima esperienza internazionale perché nell’ under 20 ho partecipato ad un europeo e due mondiali».

Sentivi la tensione?

«Sì, era alta ma il sogno continuava e avevo paura di svegliarsi. Dopo aver battuto la Francia per 6 a 5 siamo andati in semifinale con USA, Canada e Repubblica Ceca. La netta vittoria per 4 a 1 sul Canada aveva aperto le porte della finale contro gli USA, dove ci siamo esaltati fino ad arrivare sul due pari ma poi per un’ingenuità abbiamo subìto il definitivo 3 a 2».

Tanta amarezza?

Solo in un primo momento, poi è subentrata la consapevolezza di aver vinto la medaglia d’argento in un contesto mondiale».

Dalle sue parole, si avverte che è un ragazzo gratificato dal fatto che il sacrificio e l’impegno profuso nella squadra è stato ripagato dall’allenatore Rela che lo ha voluto in Nazionale.

Cosa puoi portare, di questa sua esperienza, nella squadra dei Bad Boars?

«Cercherò di suggerire il modo di comportarsi degli atleti nei tempi che precedono la gara, che visti i risultati, è stato determinante. E’ importante sottolineare la concentrazione dei giocatori negli spogliatoi; la sera prima con il coach si parlava della partita e degli avversari da incontrare andando a letto presto».

Aggiunge inoltre che aveva legato bene quasi con tutti i compagni, considerando anche la sua giovane età; anzi qualcuno gli dava consigli su come affrontare l’avversario conosciuto in una precedente partita. . Ma ora è tempo di andare al mare; il campione si alza, uno sguardo ancora alla medaglia d’argento in bella mostra sul petto. (m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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