Sicurezza
Una medaglia iridata per i Vigili del Fuoco
Accoglienza trionfale per la campionessa Eleonora Trivella, bronzo nei Campionati mondiali assoluti di canottaggio
PISA. Accoglienza trionfale per Eleonora Trivella lunedì sera alla Caserma del Comando dei Vigili del Fuoco di Pisa, al suo ritorno dai Mondiali di Canottaggio in Corea, dove la giovane campionessa pisana ha ottenuto il bronzo Assoluti.
Si tratta di un risultato di eccezionale importanza, che arricchisce il già lungo palmares della Trivella che ha rilasciato un intervista esclusiva al nostro giornale subito dopo il suo arrivo.
Sei soddisfatta del bronzo che ha ottenuto?
«Soddisfatta perché è stato il mio primo mondiale assoluto, l'anno scorso avevo partecipato come riserva. Questo è il frutto dell'allenamento fatto nell'inverno scorso».
Il Mondiale nella categoria assoluti te lo aspettavi così?
«Sì, sapevo che sarebbe stato un mondiale molto difficile e molto diverso dagli altri Mondiali che ho disputato a Trakai in Lituania Under 23 e così è stato. Era tutto un’altra cosa sia come ambiente che come organizzazione. L'aria che si respirava in Corea era molto diversa. C'erano atleti di alto livello che avevano già gareggiato alle Olimpiadi».
Come hai vissuto la vigilia della gara?
«Ero molto tesa e anche se provavo a non pensarci non ci riuscivo. Poi ero capovoga e quindi per me era una doppia responsabilità, ma non mi pesava molto perché sapevo di avere con me compagne valide con cui ho un ottimo rapporto sia fuori che dentro la barca».
E' importante anche nel canottaggio essere amici anche fuori dalla barca?
«Può aiutare, ma non è decisivo. E' chiaro che essere amici aiuta sempre. Però si può anche non essere amici, non è un problema, l'importante è vogare tutti dalla stessa parte».
Possiamo dire che questo successo e' il più importante di quelli fino ad ora ottenuti?
«Sì, perché l'ho ottenuto nella categoria Assoluti, che è quella più alta nel canottaggio, è stata una gara difficile le nostre avversarie erano molto valide. Molte di loro l'anno scorso hanno partecipato alle Olimpiadi».
A chi vuoi dedicare questa vittoria?
«Ai miei genitori, al mio fidanzato Davide che nonostante i lunghi periodi di lontananza mi è stato e mi stava molto vicino e al mio allenatore Leonardo Antonini, perché ha sempre creduto in me ed e' anche grazie a lui che non ho smesso nel 2011, dopo l'esperienza negativa alla Canottieri Lazio».
Eppure nella tua carriera hai sempre vinto ogni anno indipendentemente dalla squadra in cui militavi...
«Sì, sono contenta di tutte le mie esperienze e forse proprio quella con la Canottieri Lazio è stata quella meno fortunata. All'inizio mi sono trovata bene forse per l'euforia di vivere fuori casa. Il Canottieri Lazio è una realta importante e totalmente diversa dalla nostra. Ad un certo punto della stagione mi sono ritrovata improvvisamente non tesserata, ma soprattutto senza che mi venisse comunicato niente. Al termine ho deciso di tesserarmi per la Billi perché qui mi sono allenata quando non potevo andare a Viareggio, per problemi scolastici e universitari e alla Billi mi hanno sempre accolto come una di loro e io per questo li devo solo ringraziare».
Antonio Tognoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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