Gioco
Fausto Garcea lascia l’Empoli dopo nove stagioni
Una lunga esperienza ricca di successi. «Anche i nerazzurri dovrebbero creare una scuola calcio»
PISA. Dopo nove anni, l’allenatore pisano Fausto Garcea saluta l’Fc Empoli, società per la quale è stato responsabile della scuola calcio e tecnico fino ai giovanissimi nazionali. «Il rapporto è finito perché forse la società ha voluto cambiare il modello di organizzazione - spiega Garcea -. Sono stati comunque nove anni bellissimi: nel 2005 ho creato la scuola calcio e, successivamente, mi sono occupato anche del lavoro tecnico con l’allora responsabile del settore giovanile Marcello Carli, attuale direttore sportivo della squadra azzurra», ottenendo ottimi risultati (ben sette le finali nazionali disputate: una con la Primavera, tre con gli Allievi e tre con i Giovanissimi). Garcea ha inoltre gestito le attività dei campi estivi ed i rapporti con le società convenzionate (circa 40 in tutta Italia).
«L’orgoglio più grande è stato veder approdare nelle nazionali di categoria, in prima squadra o in società di serie A tanti ragazzi cresciuti nella scuola calcio. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro e ringrazio l'Empoli perché mi ha fatto lavorare come volevo, sperimentando tutto il possibile», prosegue Garcea che, a breve, parteciperà al corso per direttori sportivi tecnici a Coverciano.
Classe 1961, originario di Paola, in provincia di Cosenza, ma pisano di adozione («da 47 anni all’ombra della Torre», specifica), insegnante di educazione fisica all’istituto biologico di Pisa, Garcea è approdato all’Empoli dopo 12 anni trascorsi alla Lucchese e 6 al Pisa come allenatore del settore giovanile (3 anni anche nello staff della prima squadra).
Con nostalgia ricorda gli anni trascorsi nella società nerazzura. «Ho ricordi bellissimi - prosegue Garcea - perché in quegli anni, dal 1999 al 2005, c’era un grandissimo entusiasmo. Anni belli con idee chiare sia per quanto riguarda la prima squadra che per le giovanili». Settore giovanile che, secondo Garcea, andrebbe organizzato a partire da una scuola calcio. «Il settore giovanile del Pisa può fare bene perché ci sono persone serie che stanno lavorando molto bene (Aringhieri, Donati, Birindelli): punterei sulla creazione di una scuola calcio perché, nel tempo, è quella che, se organizzata bene, porta i frutti. A Pisa ci sono tutti i presupposti per farla, anche per creare una cultura del settore giovanile».
Danilo Renzullo
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