Gioco
Oggi un nuovo tentativo di accordo fra Lega Pro e Aic
PISA. Ma alla fine si metteranno d’accordo o la prima giornata salterà davvero? «Spero che comunque alla fine prevalga il buon senso». ha detto ieri il direttore della Lega Pro Francesco Ghirelli...
PISA. Ma alla fine si metteranno d’accordo o la prima giornata salterà davvero?
«Spero che comunque alla fine prevalga il buon senso». ha detto ieri il direttore della Lega Pro Francesco Ghirelli dopo lo sciopero annunciato dall'Aic. «Noi giochiamo, le società scendono in campo e chi non scenderà sul terreno di gioco si assumerà le proprie responsabilità -ha ribadito Ghirelli-. Con lo sciopero si avrebbe l’effetto che i giocatori non prenderebbero gli emolumenti, i tifosi si arrabbierebbero e le società, oltre a perdere l'incontro a tavolino, incorrerebbero in qualche penalità. Spero, però, che domani (oggi per chi legge, ndr) ci sia un atto di responsabilità per entrare in campo e confido molto nelle capacità di mediazione del presidente federale Abete».
Prima del consiglio federale in programma oggi, infatti, nella sede della Federcalcio è stato fissato un incontro al quale parteciperanno per la Lega Pro il vice presidente Pitrolo e il Direttore Ghirelli. «Mi auguro che prevalga il buon senso» ha concluso il dirigente.
Lo snodo cruciale è fissato in ogni caso per domani, quando si terrà l’assemblea di Lega. Perché, al di là di schermaglie, insulti e chiacchiere, la controparte sindacale dei giocatori non è la dirigenza della Lega Pro ma le rispettive società di appartenenza. In sostanza: i contributi dei quali si parla, alla fin fine non vanno né a Macalli né a Ghirelli, ma ai club che propugnano quella che loro definiscono «la politica dei giovani» ma in italiano si legge «la politica dei soldini che vengono dalla serie A».
Quindi i calciatori hanno perfettamente ragione quando sostengono che i vincoli pesanti sugli Under portano ingiustamente molti professionisti di 25-30 anni con famiglia a carico verso la disoccupazione (pur essendo bravi e quindi meritevoli di giocare): Ma hanno torto quando pensano che la decisione di piegarsi sempre di più alle esigenze dei club di serie A (in cambio di soldi, è ovvio) sia una decisione privata dei vertici della Lega Pro. Che invece fanno semplicemente gli interessi di chi li elegge: le società.
Antonio Scuglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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