Attenzione
Basket, il Cus si gusta la promozione in D
Il coach Giaconi traccia un bilancio della stagione e passa in rassegna i suoi giocatori: sugli scudi Sestini, Llavata e Lacka
PISA. Le ultime settimane hanno permesso al Cus Pisa di gustarsi a pieno la promozione in serie D maschile. Il successo diretto (senza bisogno dei playoff) sembrava svanito e invece è tornato di attualità a 40’ dalla fine del campionato, a patto di aggiudicarsi l’ultimo match a Prato.
Vittoria e festa grande. A bocce ferme, coach Matteo Giaconi traccia il bilancio complessivo dell’annata: «Un anno bello ed intenso. Non sono mancati i problemi, i momenti di depressione e di entusiasmo. Abbiamo perso alcune partite allucinanti come quella di Calcinaia. È stato arduo il lavoro di tenere tutti sul pezzo, ma alla fine ha pagato. Siamo partiti con 19 giocatori e grandi difficoltà negli allenamenti. La rosa lunga è servita, perché durante l’anno siamo stati costretti a cambiare 5 playmaker. Una situazione non semplice, considerando che il play è il metronomo della squadra. Siamo riusciti a compattare tutto. A Prato vedevo nelle facce dei miei giocatori che era impensabile una nostra sconfitta. E ora è tanta la soddisfazione».
La prima promozione sul campo per il tecnico pisano, dopo il salto di categoria a tavolino di due stagioni fa: «Fu una promozione per… sfinimento. Non potevamo rimanere per il terzo anno di fila in Prima Divisione. La prima stagione in Promozione è stata difficile, perché di fronte ad un grande divario abbiamo dovuto ricostruire la squadra. E adesso in serie D dovremo schierare 4 under 21 e non più di 2 over 30. Non trovare buoni giovani significherebbe dover tenere costantemente in panchina 4 giocatori».
Il coach gialloblù passa in rassegna tutti i suoi ragazzi, ruolo per ruolo.
Playmaker. Dario Sestini: «È con me da 4 anni. È partito per il progetto Erasmus, dunque l’ho avuto a disposizione solo metà stagione. Ha giocato il suo miglior anno, soprattutto a livello di testa». Jacobo Llavata: «Rientrava da un infortunio ad un ginocchio e non ho voluto gettarlo allo sbaraglio. Ha fatto la differenza». Francesco Mariotti: «Il più continuo dei playmaker ed il più fisico, capace di dare il cambio di ritmo». Federico Farina: «Non era facile rientrare dopo tre anni. Ha disputato l’equivalente di metà anno, spezzettata in tutta la stagione. Per fortuna avevamo cinque play: quando usciva uno entrava l’altro». Davide Franceschini ha completato il reparto play.
Guardie. Angelo Lacka: «In partita è l’avversario che non vorresti mai incontrare. Ha segnato 16 punti a gara. La seconda guardia del campionato. È stato un pungolo durante gli allenamenti». Fabio Fossa: «Da lui ci aspettavamo di più, ma a causa dei tanti problemi fisici non è riuscito a darci ciò che avrebbe potuto». Federico Romano: «Ha giocato il più bel campionato da quando è con noi. Entrando dalla panchina ha cambiato volto alle partite. Nelle ultime gare, pur non essendo un realizzatore, ha segnato 12 punti e marcato sempre l’avversario più difficile». Fabio Caprioli: «Si è ripreso alla grande. Preziosissimo un 2 su 2 a tempo scaduto a Lucca, subito dopo essere entrato». Giorgio Balestrieri: «Un ’94 che potrebbe tornarci utile anche in serie D. Un ragazzo che non conoscevamo e che ha dimostrato grande serietà».
Ali. Enrico Salvetti: «Anche lui avrebbe potuto fare meglio, ma purtroppo si è infortunato alla caviglia. Non è mai facile rientrare in squadra, ma alla fine ha riconquistato il suo minutaggio». Andrea Zaccaro: «Ha avuto problemi e poi si è fatto male alla tibia, ma è uno che dà sempre l’anima. Quando non sai cosa fare, ti viene automatico mandarlo in campo». Federico Turchi: «Il secondo miglior marcatore della squadra, a tratti immarcabile. Tranne un paio di partite è sempre andato in doppia cifra, con 15 punti di media».
Pivot. Alberto Garzella: «Encomiabile: sempre positivo, non ha saltato una partita o un allenamento». Emanuele Tavani: «Ci ha dato una grande mano alla fine, con una media di 12-15 punti nelle ultime partite. Ha saltato molte gare, ma senza di lui non saremmo qui a parlare di una promozione. Per lui la seconda vittoria in tre anni, dopo quella con la Ies». Federico Pacchiarini: «Un ritorno con un salto di qualità: Federico ha saltato pochissime partite e migliorato le proprie cifre». Davide Aloini e Filippo Fanciulli: «Pur sapendo che non avrebbero mai giocato, si sono allenati sempre con grande applicazione».
Dirigenti. «Vorrei ringraziare Stefano Magnozzi, che mi ha aiutato a livello logistico-organizzativo, e la moglie, che per tutto l’anno ha lavato i nostri completi da gioco».
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