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Ultimi 90’: quanta pretattica su tutti i campi!

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Perugia sicuramente secondo? La Paganese non vuole perdere l’imbattibilità casalinga

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PISA. In teoria, il clima oggi al Partrnio sarà da ultima tappa del Giro d’Italia, storicamente una passerella per i ciclisti e non l’ultima occasione per beffare la maglia rosa. Ma la matematica offre ancora al Pisa la possibilità di agganciare la quarta piazza (se vince ad Avellino e il Latina perde a Carrara), mentre Nocerina e Latina possono ambire al secondo posto. Altrettanto vero però che se il Perugia prevarrà a Pagani blinderà il gradino d’onore, lasciando le rivali con un palmo di naso. E l’avversaria campana, senza più nulla di concreto da chiedere al campionato, farà guerra al team umbro rischiando di favorire il sorpasso dei cugini-rivali della Nocerina? Cosimo D’Eboli, diggì della Paganese, sembra avere altre motivazioni: «Il Perugia non pensi di venire a Pagani e trovare una squadra già in vacanza – ha detto a resport -. Noi vogliamo mantenere l’imbattibilità casalinga. Credo che Grassadonia schiererà tutti quei calciatori che hanno giocato di più».

Se il Pisa dovesse rimanere quinto e il Perugia essere sorpassato dalla Nocerina (ad esempio con un pareggio umbro e una vittoria dei molossi a Sorrento), allora sarebbe quest'ultima compagine la prossima ospite dell’Arena Garibaldi. La contendente più temuta, stando a molte interviste rilasciate dall’inizio di stagione ad oggi.

Precedenti in chiaroscuro. In 4 partecipazioni ai playoff su 5 (una volta, in B) il Pisa ha dovuto attendere il fischio finale dell’ultima gara per capire quale sarebbe stata la sfidante nelle semifinali.

Eccezione nel 2003, quando già era stabilito il confronto Pisa-Cesena. In tutti gli altri casi il risultato dei nerazzurri nella gara conclusiva partorì indirettamente la scelta, che non sempre è stata fortunata.

Nel 2000 gli uomini di D’Arrigo, già certi di non poter agganciare il Siena in vetta, batterono comunque il Varese, conservando la seconda posizione e consegnandosi al match-trabocchetto con il Brescello.

Se avessero perso in casa con i lombardi, sarebbero scesi addirittura al quarto posto e avrebbero trovato gli stessi biancorossi in semifinale, invece della matricola emiliana, inizialmente gradita, ma fatale a Savoldi e compagni. Questa ipotetica condizione in gran parte di verificò nel 2007, con il suggello di un lieto fine: il Pisa perse a Venezia negli ultimissimi istanti di stagione regolare, permettendo ai lagunari di accedere ai playoff, di occupare il quarto posto e dunque di ritrovare i rossocrociati, che alla fine ebbero la meglio. Se la squadra di Braglia avesse saccheggiato il Veneto, si sarebbe issata al secondo posto e Pisa-Monza sarebbe stata la semifinale, non la finale.

L’avversario sbagliato. Anche nel 2008 il Pisa assistette, come accadrà oggi, alla festa-promozione della rivale. Allora era il Bologna, che sconfiggendo i ragazzi di Ventura si proiettò direttamente in A. Se invece a vincere fosse stato il Pisa, contro un’avversaria molto tecnica ma a corto di ossigeno, avrebbe evitato il pimpante Lecce (implacabile negli spareggi) e i felsinei, con un pesantissimo fardello di delusione, si sarebbero presentati all’Arena in semifinale. Invece lo staff tecnico, a tre soli giorni dal post stagione, preferì preservare i titolari, mandando in campo le seconde linee.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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