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Sabato giustiziere-bis del Benevento

Sabato giustiziere-bis del Benevento

Con il gol all’Arena per la seconda volta ha estromesso i campani dai playoff

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PISA. Rocco Sabato giustiziere del Benevento per il secondo anno di fila. Il difensore nerazzurro, su 6 gol realizzati tra la serie A e la C2, ne ha rifilati ben 2 alla compagine sannita, estromettendola dai playoff per la seconda stagione consecutiva. «È stata un’emozione indescrivibile - ha commentato l’ex cagliaritano su Pisachannel.tv -. Soprattutto per un difensore, a cui capita raramente di segnare. Un gran gol sia per l’esecuzione, sia per il momento della partita».

Il precedente 2011-12. Accadde anche nella scorsa stagione, quando il calciatore lucano militava nel Sorrento. La gara con i giallorossi fu anticipata di qualche mese, al 25 febbraio, e terminò con il medesimo punteggio di 2-0 della domenica appena trascorsa. Allora Sabato subentrò all’inizio del secondo tempo e nel finale segnò il raddoppio con un’altra prodezza, ma di diversa fattura: non un diagonale rasoterra dal limite dell’area (con uno schema ereditato dalla gestione Pane e congegnato in particolare dal vice Vito Grieco), ma una parabola su punizione sopra la barriera ad infilarsi sul primo palo. A quella gara parteciparono diversi protagonisti dell’ultimo Pisa-Benevento: D’Anna, Signorini, Pedrelli, Anaclerio, il portiere Mancinelli, Cipriani e Siniscalchi (gli ultimi due rimasti in panca all’Arena) da una parte e dall’altra Scappini, che giocava nel Sorrento come Sabato (il centravanti subentrò al capocannoniere Ginestra a 10’ dalla fine, troppo tardi per segnare).

Terzino, non stopper. Al di là del gol una grande risposta di Rocco Sabato, alla migliore prestazione stagionale. Anche qui lo zampino di Dino Pagliari, che già a Prato (e in qualche spezzone delle partite precedenti) aveva portato il difensore nella posizione di terzino sinistro. Stavolta non un’invenzione del tecnico, ma una riscoperta del ruolo che Sabato ha interpretato da titolare in serie A fino a 4 stagioni fa nel Catania, prima di una discesa sorprendentemente veloce in B e da due annate e mezza in Lega Pro. Un difensore esterno alla Zavagno: non un fluidificante ma neppure un centrale, piuttosto un giocatore che sa sposare le due fasi sulla fascia laterale mancina, meno a suo agio nelle marcature in area di rigore, con l’arma in più nel potente e preciso calcio di sinistro, che avrebbe meritato più di 6 soddisfazioni personali in carriera.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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