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Il Benevento si aggrappa all’orgoglio

Il Benevento si aggrappa all’orgoglio

L’allenatore Carboni: sappiamo bene che il nostro margine di errore è pari a zero, ma ci meriteremmo i playoff

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PISA. Guido Carboni, il Pisa e la maledizione della penultima giornata. L’ex allenatore nerazzurro torna all’Arena Garibaldi con il Benevento, nello stadio abbandonato mestamente il 21 ottobre 2001 dopo la sconfitta interna con l’Alzano, la sesta nelle prime 8 giornate in C1, allietate da un unico successo a Monza e dal pari interno con la Lucchese. Il giovane allenatore (aveva 38 anni ed era alla prima panchina professionistica da inizio stagione) aveva legato con Niccolini e soci, che però in una rosa ancora incompleta (rafforzata poi in modo decisivo a gennaio con gli innesti di Frati e Cagnale) non riuscirono ad aiutare il proprio tecnico. In quell’organico c’era Stefano Bianconi (pisano di San Miniato), attuale vice di Carboni a Benevento.

Quattro anni fa. Carboni contro il Pisa a 180’ dalla fine come nel 2008-09 alla guida del Rimini. Il ricordo di una cocente beffa per il mister aretino. I romagnoli - che annoveravano, come il Pisa attuale, Maurizio Pugliesi nei panni del portiere di riserva - assaporarono il successo che avrebbe regalato loro la salvezza diretta in serie B con una giornata di anticipo. Prima l’argentino Ricchiuti dal dischetto si fece ipnotizzare dal connazionale Cejas, poi il vantaggio con una rete del difensore Sottil (attuale allenatore del Gubbio). Quando ormai i padroni di casa erano a braccia alzate sul traguardo, il Pisa a tempo scaduto riacciuffò il pareggio con un rigore di Genevier. Per il Rimini, che sembrava già in salvo, il declino verso i playout e poi la retrocessione dopo la sconfitta all’ultima giornata nello scontro diretto di Cittadella (2-0, con un gol di Carparelli). Un risultato che non giovò neppure al Pisa: un successo del Rimini, oltre a salvare i romagnoli (ai quali sarebbe bastato un pari), avrebbe offerto ai toscani un’ultima chance nei playout nonostante il passo falso con il Brescia, lasciando il Cittadella al terzultimo posto.

La nuova sfida. Una vendetta potrebbe essere possibile. Adesso però i ruoli tra l’attuale squadra di Carboni e il Pisa non sono né uguali né ribaltati: i rossocrociati potrebbero accontentarsi di un 1-1 come quello di 4 anni fa e solo con una sconfitta metterebbero a rischio, ma non definitivamente, l’accesso ai playoff.

Il presente. Quanto alla possibilità di entrare nei playoff da parte del Benevento, il tecnico aretino lascia aperta una finestra molto stretta: «Lo stato d’animo in questo momento è quello di una squadra ferita. Ovviamente la gara persa domenica ha lasciato tanta amarezza. Ci poteva stare una sconfitta ma, abbiamo perso una battaglia non la guerra». La gara contro il Pisa: «Abbiamo preparato la trasferta lavorando sulla testa più che sulla tattica. Ci aspetta un’altra sfida e sappiamo bene che il nostro margine di errore è pari a zero. Credo che, al di là di come vada, almeno per quanto riguarda la mia gestione meriteremmo i playoff. Quando sono arrivato eravamo lontani di ben tredici punti. Questi ragazzi hanno orgoglio da vendere e, a prescindere dalla società che merita tanto, faremo l’impossibile per tutte quelle persone che mi sono state accanto e, soprattutto per i nostri tifosi, quelli che ci sono sempre, in particolare per quelli che verranno con noi a Pisa. Sarà una gara intensa, loro giocheranno con due risultati su tre a favore».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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