Il dolore
Varricchio, il doppio ex è un veterano del gol
37 anni, sta trascinando la Giacomense di Calori e Vagnati alla salvezza in C2. E non dimentica Pisa
PISA. Massimiliano Varricchio in salvo dopo 6 vittorie consecutive. E non è la prima volta nella carriera del longevo attaccante (37 anni a novembre). L’impresa della Giacomense in Seconda Divisione è più o meno la stessa che il Pisa realizzò in C1 nel 2001-02. Il doppio ex di Prato e Pisa allora realizzò 12 reti, quest’anno, da bomber sempreverde, ne ha collezionati ben 18.
Massimiliano, le 6 vittorie della tua Giacomense non ti ricordano nulla?
«Mi fanno pensare a quelle che inanellammo a Pisa con Corrado Benedetti. Quest’anno è stato più complicato: eravamo ad un punto dalla retrocessione diretta e in 6 giornate ci siamo messi praticamente in salvo. Avevamo ottenuto 5 vittorie in tutto il campionato e siamo riusciti a conquistarne 6 di fila».
Nel 2002 il tuo Pisa sognò addirittura l’accesso ai playoff nella gara di Trieste, prima che l’arbitro Tagliavento mettesse lo zampino nelle realizzazioni dei giuliani…
«Me lo ricordo. Tagliavento ci penalizzò in qualche partita. Ogni tanto ci ripenso quando lo vedo in serie A, ma se sta facendo carriera sicuramente qualcosa di buono avrà fatto».
Con te nella Giacomense ci sono altri ex nerazzurri come Buscaroli, Simone Calori e il direttore generale Vagnati: di Pisa ogni tanto si parla?
«Tutti seguiamo la situazione del Pisa. Bene o male sta lottando per i playoff, dunque sta disputando un buon campionato».
Calori e Vagnati hanno fatto parte delle ultime squadre che hanno un campionato a Pisa, in C1 e in D. Tu non sei riuscito a fare altrettanto, pur avendo segnato in finale a Bergamo nel 2002-03…
«Purtroppo nei playoff a Pisa mi andò male anche qualche anno prima contro il Brescello, nonostante l’aiuto del pubblico, che ci trascinò con il suo entusiasmo.
Hai segnato 18 reti quest’anno e 15 nella passata stagione: l’esperienza è tutto per un attaccante?
«Sì, però contemporaneamente bisogna sopperire alla mancanza di freschezza fisica. Sicuramente con gli anni riesci a prendere subito il tempo di una giocata e ad appoggiarti al difensore per guadagnare la posizione. Il senso del gol non lo perdi, se ce l’hai, anche se l’età avanza. Sono contento soprattutto di aver vinto il campionato lo scorso anno a Cuneo e di aver ottenuto ora la salvezza con la Giacomense».
Due stagioni fa eri a Prato…
«Arrivai a metà anno, con la squadra più o meno a metà classifica. Alla fine arrivammo terzi e perdemmo la finale playoff, ma eravamo sicuri che in caso di sconfitta saremmo stati ripescati. Mi fa piacere che il Prato ora sia in C1».
La società laniera ha una proprietà molto longeva nella famiglia Toccafondi, che però è in perenne conflitto con il pubblico…
«Effettivamente c’era sempre una piccola contestazione allo stadio, ma nei momenti importanti la tifoseria seguì con entusiasmo. Ora il Prato è pochi punti sopra la zona playout e contro il Pisa affronterà una partita importante anche per la rivalità regionale, dunque avrà il pubblico a proprio fianco».
Un po’ come accadde quando Gerbi e Posarelli erano contestati mentre la squadra del Pisa era sostenuta…
«I giocatori, quando scendono in campo, non avvertono queste situazioni».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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