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Pisa, Pagliari dà tutta la grinta che serve

di Massimo Berutto
Pisa, Pagliari dà tutta la grinta che serve

L’ex centravanti nerazzurro Perna: Pane è sicuramente molto preparato, ma non crea lo stesso feeling con il gruppo

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PISA. Il cinguettio di buon augurio digitato da Raffaele Perna all’indirizzo di Dino Pagliari (definito «ottimo allenatore ma soprattutto grande persona») ha sicuramente fatto piacere a tutto l’ambiente e ha portato bene, dato che il centravanti campano lo ha postato mercoledì 20 marzo, quattro giorni prima di Pisa-Frosinone. Da Twitter al telefono con il capocannoniere nerazzurro della stagione 2011-12 (sua la migliore media-gol degli ultimi 75 anni tra gli attaccanti pisani in doppia cifra), adesso al Cittadella in B, ai box da ottobre per la rottura del legamento crociato, ma ormai prossimo al rientro.

Raffaele, dimostri di essere ancora vicino alle vicende del Pisa…

«Mi ha piacere il ritorno del mister. Nella scorsa stagione era andato via da Pisa, secondo me, soprattutto per colpa della squadra, non per demeriti propri».

Sei ancora in contatto con Pagliari e con i tuoi ex compagni?

«Soprattutto con Favasuli e Perez. Mi è capitato di vedere il mister a Terni, dove è nata mia moglie (e risiede Pagliari, ndr). Ho fatto due chiacchiere con lui. So quanto tiene alla piazza di Pisa».

Hai vissuto il passaggio da Pagliari e Pane: come può essere stato per i calciatori il tragitto opposto?

«Lo scorso anno Pane arrivò in un momento di blocco per la squadra. Fu bravo a darci una scossa, cambiando modulo e proponendo nuove geometrie. Con lui disputammo un grande finale di stagione, recuperando giocatori che venivano da una fase di calo. Mi riferisco a Tulli e Genevier, che, appena si misero in pari con noi altri, diedero un importante contributo. Pagliari invece, senza nulla togliere alla bravura di Pane, non ebbe l’apporto di questi ragazzi».

La tua carriera ha avuto una svolta in chiave realizzativa soprattutto con Pagliari, con una doppietta dietro l’altra…

«Il mister mi volle fortemente e non mi fece mai mancare la sua fiducia. Purtroppo mi infortunai subito. Lui mi permise di recuperare con calma, senza stress, e poi mi diede nuovamente fiducia. Lui, Tacchi e Enzo Vagnini furono bravi a tirar fuori il meglio di me come calciatore e dal punto di vista umano».

Nell’inevitabile confronto tra i due allenatori, di Pane prevale l’immagine di attento tattico mentre di Pagliari il temperamento che sa trasmettere alla squadra…

«Però è falso affermare che Pagliari non sia preparato tatticamente. Lui operava molto dal punto di vista mentale, perché credeva fortemente nelle possibilità della squadra. Si preoccupava anche degli avversari, ma riteneva che, se avessimo fatto la nostra partita, avremmo potuto giocare alla pari contro chiunque. Infatti con lui riuscimmo a pareggiare a Taranto ed a recuperare nella gara esterna con il Carpi. Pane sicuramente prepara molto bene le partite badando alla virgola, meticoloso sotto l’aspetto tattico, ma non crea lo stesso feeling con i giocatori che Pagliari riesce a costruire».

Tulli non segna da 893’ di campionato, Perez addirittura da 1022’: cosa puoi consigliare ai tuoi ex colleghi?

«Non ho nulla da consigliare a due attaccanti che sanno arrivare tranquillamente sotto porta. Spesso un giocatore si blocca perché anche la squadra non riesce ad aiutarlo. Pure io a febbraio mi inceppai. Ha segnato Scappini: è importante che una punta abbia realizzato».

Conosci bene anche Scappini, con te nella Ternana…

«Non so quanto abbia giocato con Pane, ma so che quando è stato chiamato in causa ha risposto presente a livello realizzativo e nella prestazione. E’ un attaccante su cui si può contare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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