Italia
Ciclismo, Pinizzotto vuole il grande salto
È il principale portabandiera pisano in questo sport. Ora corre per un team italo-giapponese sognando le “classiche”
PISA. È Leonardo Pinizzotto il principale portabandiera pisano nel ciclismo professionistico. Ventisette anni (che saranno compiuti il giorno prima di Ferragosto), molti dei quali dedicati alle due ruote per il giovane sportivo di Campo. Trenta i successi raccolti da dilettante.
Al suo terzo anno nella categoria Continental, dopo una stagione nel team Miche e il passaggio alla Miche-Guerciotti, adesso il ciclista sangiulianese corre per il team Nippo De Rosa (squadra italo-giapponese).
Il sogno è di scalare non solo colline e montagne ma anche le categorie, fino alla Professional e alla ProTour, per avere accesso alle grandi corse sognate fin da bambino.
Leonardo, ti senti sui pedali il portabandiera pisano?
«Dopo Michele Bartoli non ci sono stati molti professionisti in provincia. Le squadre hanno tanti stranieri. Comunque portabandiera è una parolona».
Quando hai iniziato a correre?
«Da piccolino. A 4 anni già andavo in bicicletta. Mio padre mi ha messo sui pedali per gioco e la passione è cresciuta sempre di più».
La prima società nella quale hai militato?
«Ho iniziato a correre grazie alla società Coltano, perché potevo allenarmi in una zona sicura, poco trafficata. Da quel momento di anno in anno ho sempre compiuto un passo avanti. Ho avuto la grande chance di fare della mia passione una professione, ma non è stato facile».
Hai convissuto fin da piccolo con la fatica…
«Faccio la vita che mi sono scelto. C’è chi si sacrifica studiando per diventare avvocato, mentre io fatico sulla bicicletta».
Come ti definisci tecnicamente? Uno scalatore, un velocista?
«Sono un passista veloce».
Il successo di cui sei più orgoglioso?
«La vittoria nel premondiale da dilettante a Collecchio nel 2008».
Obiettivi per il futuro?
«Militare in un team ProTour. Adesso sono in una buona squadra Continental italo-giapponese, con un calendario soprattutto all’estero, ma mi piacerebbe partecipare alle grandi corse a tappe. Un obiettivo che posso e devo raggiungere».
Dalle tue parole traspare molta determinazione...
«Sono arrivato a certi traguardi da dilettante e ci devo riuscire anche da professionista».
Traguardi nell’immediato?
«Ultimamente ho corso in Francia. Ad aprile sarò in Sudafrica e poi tornerò per due gare in Toscana».
Cosa consiglieresti ad un giovanissimo pisano che volesse seguire la tua scia?
«Vedo tanti ragazzi che secondo me si ammazzano di lavoro: si allenano troppo e male, mentre dovrebbero farlo meno e meglio. Non ha senso per giovani sui15 anni stare sotto l’acqua e fare 150 chilometri. Molti di questi ragazzi non reggono e lasciano. A quell’età bisogna divertirsi».
Pisa dà sufficienti opportunità a chi vuole intraprendere il tuo sport?
«Secondo me ci sono squadre e buone strutture a livello giovanile. Molto dipende dalle possibilità del ragazzo, poi la squadra ti fa crescere».
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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