Sicurezza
Pisa, il saluto di Pane: playoff possibili
«La squadra non ha retto le aspettative dopo la conquista del primo posto». Contro il Frosinone fuori Buscè e Tulli
PISA. Fuori Buscè e Tulli. Due pedine in meno per Dino Pagliari nella gara con il Frosinone. Niente da fare anche per Barberis, Rizzo e Lucarelli, che ieri hanno svolto lavoro differenziato. Si va verso il 4-4-2 con Suagher, Carini, Sabato e Benedetti in difesa, Fondi a fare il vice Buscè a destra e Pedrelli a sinistra. In mezzo Mingazzini e Favasuli. Davanti Pagliari ha provato la coppia Scappini-Gatto, con Perez schierato nel Pisa 2. Intanto ieri mattina al Tower Plaza Hotel Alessandro Pane ha voluto salutare la piazza in una conferenza stampa, dopo il suo esonero da allenatore del Pisa. Una conferenza soft, senza mai attaccare nessuno o attaccarsi a niente. Una disamina su quello che è stato il suo percorso in nerazzurro. «Ho voluto questo incontro - esordisce Pane - per salutare tutti. L’intelligenza della tifoseria del Pisa è dimostrata dal fatto che in un momento difficile come questo ha fatto un appello per accorrere in massa contro il Frosinone, perché al di là di tutto prima vengono i colori della maglia e poi viene il resto».
Si aspettava l’esonero dopo la sconfitta di Nocera?
«Quando non vengono i risultati gli allenatori sono i primi ad essere messi in discussione. Quello che dispiace è che avevamo un progetto e degli obiettivi e rispetto a quello che ci eravamo prefissati eravamo in linea. Il dispiacere è stato questo».
Lucchesi ha dichiarato che lei era sotto osservazione da cinque, sei settimane: aveva avuto sentore di questo?
«L’ho intuito dalle parole del presidente Battini dopo le gare con Barletta e Gubbio. Questo mi ha fatto riflettere un po’. Mi sono state imputate cose che non condividevo, però sono rimasto sempre sereno come tutto il gruppo all’interno dello spogliatoio».
Si sente un po’ ferito?
«Lucchesi ha fatto quello che deve fare, da alto dirigente di calcio. Valutava il lavoro sul campo di Alessandro Pane come tecnico e non come amico».
Ha da recriminare su qualcosa?
«No, perché tutte le scelte vengono fatte all’istante e rimpiangerle non ha alcun senso».
Questa rosa, seppur ridotta da infortuni e squalifiche, può raggiungere i playoff?
«Sì, e penso che li possa sempre raggiungere al di là del modulo che sceglierà Pagliari, perché sono i giocatori che fanno la squadra. In tutto questo serve unità di intenti, come dissi dopo la gara con il Gubbio».
Secondo lei da qui alla fine ci sarà questa unità di intenti?
«Ne sono sicuro. Questo è un gruppo straordinario che si batterà fino in fondo per questi colori».
Che cosa è cambiato secondo lei rispetto all’inizio della stagione nel gruppo?
«Penso che la squadra non abbia retto alle aspettative che si erano create dopo il raggiungimento del primo posto».
Torna Berggreen. Mercoledì 3 aprile alle 17,30 un grande appuntamento organizzato da Fabio Vasarelli: all’auditorium della Provincia di Pisa, presso il centro Maccarrone, il mitico Klaus Berggreen tornerà a Pisa e incontrerà l’Associazione Cento e tutti gli sportivi che vorranno salutarlo. Il programma dettagliato dell’evento è in corso di definizione.
Mostra fotografica sul Pisa Sc. Dal 2 aprile al “Caffè Siena” sarà allestita una piccola mostra fotografica sul Pisa Sporting Club degli anni ’60 e ’70. Si tratta di un revival nerazzurro delle partite giocate all’Arena Garibaldi. Queste foto fanno parte della collezione di Ranieri Siena, padre di Alessandro e Andrea, attuali proprietari del locale di Banchi. Dato il numero elevato delle fotografie, quasi tutte esclusive, ogni lunedì verrà effettuata una rotazione delle immagini proposte, fino ad esaurimento.
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