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Pisa

Covarelli: «Solo 800mila euro da Pomponi»

PISA. Ieri Leonardo Covarelli, sul nostro giornale, aveva spiegato i motivi della repentina decisione di andare via da Pisa (estate 2008) per acquistare il Perugia: «Dopo la partita di Bologna – ci...

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PISA. Ieri Leonardo Covarelli, sul nostro giornale, aveva spiegato i motivi della repentina decisione di andare via da Pisa (estate 2008) per acquistare il Perugia: «Dopo la partita di Bologna – ci aveva detto – mi sono sentito tradito. Per questo ho ceduto alle lusinghe umbre che, con il senno di poi, mi hanno fatto commettere il mio più grande errore».

Oggi vuole sgombrare i dubbi sull'operazione che ha portato la cessione del Pisa a Luca Pomponi. «Ne ho sentite di tutti i colori – ci dice Covarelli -, ma la verità è una sola: anche io sono stato una vittima di Pomponi visto che dei 5 milioni pattuiti per la cessione, ne ho ricevuti solo 800mila».

Poi l'ex patron nerazzurro racconta i giorni frenetici della trattativa. «Ormai avevo scelto di andare a Perugia. Ma senza tradire il Pisa. Vorrei infatti ricordare che fui io ad iscrivere i nerazzurri al campionato di serie B 2008-2009, pagando anche tutte le pendenze con i tesserati al 30 giugno (per l'iscrizione bastava la rata del 30 aprile). Se avessi voluto fare il furbo, sicuramente non avrei compiuto quel sacrificio economico».

Con l'iscrizione del Pisa, però, Covarelli non poteva acquistare il Perugia, visto il divieto di possedere più società. «Da qui la necessità di vendere al più presto il Pisa – racconta ancora -, dopo però aver sistemato tutto. L'unico a farsi vivo fu Pomponi. A presentarmelo Massimo Londrosi, collaboratore di Gianluca Petrachi, praticamente dieci giorni prima della firma definitiva. Telefonai anche al presidente della Lazio Lotito (con il quale Pomponi aveva rapporti) per chiedere notizie. A quel punto arrivò la cessione. Sicuramente un errore, visto come sono andate le cose per me e per il Pisa. Ma in quel momento sembrava la scelta migliore».

In questi giorni, comunque, Covarelli può godersi qualche soddisfazione, diciamo postuma: Alessio Cerci in nazionale, il tandem Ventura-Petrachi saldamente alla guida del Torino.

«E non dimentichiamoci Toma a Lecce – conclude ridendo -. Evidentemente qualcosa di buono era stato fatto».

Daniele Benvenuti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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