Lutto
Pisa, nuove idee contro il problema del gol
Solo cinque le reti segnate nelle otto gare di ritorno: la maggior parte realizzate con Gatto in campo e la difesa a quattro
PISA. Il problema del gol è per il Pisa ormai un dato lampante. Uno spettro che ormai forse si annida nelle menti dei calciatori, gli stessi che fino all’undicesima giornata procedevano ad una media vicinissima ai 2 gol a partita. Soltanto 5 reti nelle prime 8 gare del girone di ritorno, meno di un terzo rispetto alle 16 che erano state realizzate nelle stesse partite del girone d’andata. Cosa serve al Pisa per tornare a ruggire sotto la porta avversaria? Cerchiamo di analizzare le condizioni in cui sono maturate le uniche 5 firme del 2013.
Con Gatto in campo. Un gol su rigore all’Andria, un altro rifilato al Gubbio e 3 nella trasferta di Carrara. Una misera cinquina entro la quale scorgiamo qualche tratto comune: 3 gol su 5 sono giunti con Leonardo Gatto in campo. Una rete (a Carrara) è stata realizzata proprio dall’ex atalantino, che si è procurato il rigore trasformato da Favasuli nel match con l’Andria. Se allarghiamo ulteriormente l’orizzonte scopriamo che con Gatto sul terreno di gioco il Pisa ha segnato 5 delle ultime 9 reti e 2 sono state griffate dallo stesso esterno offensivo, capocannoniere nerazzurro nelle ultime 12 giornate insieme a Favasuli, Scappini e Benedetti.
Con la difesa a 4. Un’altra caratteristica accomuna 3 dei 5 gol all’attivo: sono arrivati quando la squadra ha rinunciato ad un difensore per passare ad un reparto arretrato a 4 e contemporaneamente allargare il gioco anche a destra con l’inserimento di Gatto, in una corsia dove senza Rizzo, soprattutto se non c’è neppure Buscè, il Pisa non riesce a sfondare e non può farlo se vi adatta un mancino come Benedetti. Non sempre il 4-2-4 ha prodotto in termini di gol. Più convincente il 4-4-2 proposto per 8’ con il Catanzaro e nel finale contro la Paganese, con Gatto sulla fascia destra e Benedetti alto a sinistra, da dove domenica scorsa (come in quella precedente) solo nella ripresa sono stati scoccati i primi cross per le punte. Una conversione senza alcun particolare rischio in difesa, in un quartetto che ha confermato i tre stopper slittando Suagher sul binario di destra.
Inserimenti dei centrocampisti. Oltre ai 3 gol con Gatto in campo, gli altri 2 sono nati da intelligenti incursioni degli interni di centrocampo: Barberis ha sbloccato la gara con il Gubbio e Benedetti ha fatto altrettanto nel derby di Carrara. Una caratteristica del 3-5-2 che il Pisa deve tornare a sfruttare con continuità per restituire potenza d’urto al sistema di gioco prediletto da Pane. Una delle poche note liete dell’ultimo periodo è la duttilità di Benedetti, che ha dimostrato di saper giocare come mezzala, persino da mediano e, con sacrificio, anche sulla fascia destra.
Zero gol su palle ferme. Cosa manca all’appello? Oltre ai gol di Perez e Tulli, da tempo sono assenti quelli realizzati sugli sviluppi dei calci da fermo. Rigori a parte, gli ultimi centri su palla inattiva risalgono alla partita di campionato con il Viareggio: una rete di Benedetti in seguito ad un corner ed una di Gatto da una lunghissima punizione di Sepe, addomesticata da Scappini. Nessuno schema vincente nelle ultime 11 partite.
Acciaccati. Allenamenti ancora sul sintetico di Pontedera per i campi impraticabili a San Piero. Mingazzini e Buscè tentano il recupero per domenica, ma ancora resta in dubbio.
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