Sicurezza
Ci sarebbe bisogno di una scossa elettrica
Non basta un Pisa in leggera ripresa per evitare la sconfitta a Catanzaro sia per l’astinenza ormai cronica degli attaccanti dal gol, ma anche per un gioco che se c’era non c’è più. Come dire che si...
Non basta un Pisa in leggera ripresa per evitare la sconfitta a Catanzaro sia per l’astinenza ormai cronica degli attaccanti dal gol, ma anche per un gioco che se c’era non c’è più. Come dire che si è vista una squadra battagliera ma senza alcun senso logico, come i ruoli inventati ad alcuni giocatori (il caso di Benedetti per lungo tempo impiegato nell’innaturale ruolo a destra ne è la prova più eclatante). Non parliamo poi del centrocampo, assolutamente acefalo non solo per l’assenza di Mingazzini, ma per l’evanescenza di Favasuli e l’inconsistenza di Barberis. Allora tanto valeva giocare con un Pisa più spregiudicato, cioè con Tulli e Gatto fin dall’inizio per cercare di forzare una difesa come quella del Catanzaro apparsa tutt’altro che sicura. Un Pisa in confusione, quindi, compreso il suo allenatore. Fa impressione soprattutto la mancanza totale di concretezza sotto porta (la difesa, invece, ha mostrato chiari segni di risveglio). Intanto addio ai playoff: siamo scivolati al settimo posto. Tutto non sarebbe compromesso, visto che la zona promozione è due punti più sù. Basterebbe rinascere a livello d’entusiasmo, ma per una squadra depressa l’impresa è ardua. Ci vorrebbe una scossa elettrica. (Marco Barabotti)
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