Toscana
Soccer School una respirazione anti infortuni
Fabio Brucini insegna agli allenatori dei giovani le tecniche di corretta gestione dei carichi di fiato
PISA. L’importanza della respirazione nello sport, nel calcio in particolare e dentro i programmi di allenamento della Pisa Soccer School, l’ambizioso progetto per un grande settore giovanile provinciale ideato da Adriano Bacconi. Fabio Brucini è docente della Pss per questo specifico settore.
Brucini, ci racconti la sua esperienza e formazione...
«Dopo un breve passato da calciatore professionista ho intrapreso la carriera di istruttore subacqueo, sport dove la gestione del respiro diventa elemento essenziale per la sicurezza in acqua e per le performance sportive nel caso di immersione in apnea, focalizzando le attenzioni sulla dinamica del respiro. Nel 2001 sono diventato direttore di Corso Esa. Dal mare sono passato alla terra con gli atleti Ironman (3,8 km nuoto - 180 km bici - 42 corsa in un unica gara) ed atleti “no limits” attraverso i deserti più caldi e le montagne più fredde. Da questo l’intuizione di studiare questi atleti e capire la loro fisiologia in situazioni estreme e dunque trovare applicazione pratica anche in altri sport: quindi è nato il centro Extreme-fisiologia estrema, fondato dalla Scuola Superiore S. Anna, Cnr e Università di Pisa di cui faccio parte in veste di operatore scientifico subacqueo e trainer di respirazione e rilassamento».
Una respirazione consapevole può portare benefici anche nel calcio?
«La ricerca ha ormai consolidato che una respirazione consapevole aiuta a gestire lo stress, a ridurre la percezione dello sforzo e dare un sensibile contributo in fase preventiva. Visto che i calciatori sono i primi a subire di queste prerogative, perché non provare a inserirla anche nel calcio e soprattutto perché non portarla nelle fasi di preparazione dei settori giovanili? E’ più facile insegnare ad un bambino che ad un adulto e poi si può avanzare l’ipotesi che una corretta gestione del respiro possa non solo aumentare le capacità di performance fisica, ma dare un equilibrio psicologico migliore durante la fase di crescita, oltre ad intervenire sulla prevenzione delle patologie dell’apparato respiratorio».
Da qui il contatto con la Pss?
«E’ stato Mirko Fogli a farmi conoscere Adriano Bacconi tre anni fa e da allora non ci siamo mai persi di vista. Quando è nato questo progetto sono stato subito coinvolto. Abbiamo deciso di inserire nel corso Pss una parte di addestramento alla respirazione per formare in maniera adeguata i nuovi allenatori, i quali poi dovranno trasferire le conoscenze ai propri allievi durante gli allenamenti. Quindi possiamo dire che la Pss sarà pioniera anche in questo settore poco conosciuto, ma che sembra di sicuro successo visto anche il positivo riscontro degli allenatori durante il primo corso di formazione».
Programmi e prospettive?
«Seguirò personalmente sul campo nel 2013 tutti gli allenatori che frequenteranno il laboratorio di preparazione a loro riservato in modo da dare un avviamento concreto a questo importante settore. I partecipanti avranno doppio beneficio: il primo personale ed il secondo come riconoscimento professionale, perché sono convinto che a breve molte squadre si avvarranno di un tecnico della respirazione».
L’esperienza sul campo finora cosa ha detto?
«Dai primi test risulta che i calciatori sono i primi atleti a non saper respirare o, meglio, a non utilizzare la loro riserva respiratoria: questo potrebbe essere una delle cause dei numerosi incidenti muscolari in cui incorrono quando sono sottoposti ad un carico psicofisico elevato. L’idea di portare questi concetti nel settore giovanile mi entusiasma».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
