Gioco
Pisa, si apre la caccia al nuovo difensore
Le manovre di mercato si fanno più intense soprattutto per potenziare la retroguardia: voci su Carini del Modena
PISA. Cercansi spensieratezza e qualche aggiustamento. In particolare in difesa, dove i giocatori in arrivano potrebbero essere un paio. Uscito il nome di Pratali dell’Empoli, ma non trova al momento non conferme. Secondo il portale tuttomercatoweb il Pisa sarebbe invece su Filippo Carini del Modena, classe 1990, che non sta trovando grandi spazi nella squadra allenata da Marcolin: può essere una possibilità. Altre considerazioni.
Squadra in calo. Che il Pisa delle ultime giornate non fosse brillante come nei mesi precedenti era già chiaro a molti ed era stato confermato dalle dichiarazioni di Buscè. A Benevento, al di là del risultato, come nelle precedenti tre gare (dalla vittoria sul Sorrento in poi) si è notato un Pisa contratto, che solo a sprazzi è riuscito ad esprimere il proprio gioco. Il 3-5-2 di Pane è un meccanismo perfetto che si inceppa se viene a mancare uno dei suoi ingranaggi fondamentali, e soprattutto se a complicare la situazione contribuiscono la pressione psicologica di dover continuare a vincere e di non essere più una sorpresa. Un po’ come accadeva ai tempi di Ventura: Cerci, Kutuzov, Castillo, D’Anna, Genevier, Raimondi e Zavagno risultarono insostituibili, ma non potevano essere eterni nel corso di un campionato e contro avversarie sempre più attente ed agguerrite. La perdita del primato paradossalmente potrebbe alleggerire lo spirito dei nerazzurri o appesantire ulteriormente l’animo di una squadra che comunque dovrebbe sentirsi in pace con la propria coscienza e pienamente in grado di poter scrivere il proprio destino.
Undici titolari. Il 3-5-2 di Pane è plasmato alla perfezione su 11 giocatori che, salvo al massimo un avvicendamento, avevano conquistato 16 punti in 6 gare, nel periodo intercorso tra due trasferte vittoriose a Perugia e a Frosinone. Dietro ai titolari altrettante valide alternative, ma quasi nessuna di esse ha le stesse caratteristiche tecnico-tattiche (al di là della qualità) di chi gioca abitualmente. Pesante l’assenza di Buscè a Benevento: nessun nerazzurro ha i tempi di inserimento dell’ex empolese, abilissimo a proporsi da attaccante aggiunto sui cross. Sulla sponda opposta il Pisa soffre tremendamente quando perde Benedetti, forse il migliore a Benevento, tra puntuali diagonali difensive ed efficaci sganciamenti. Rizzo è l’elemento scelto per ovviare alle assenze sulle fasce, ma così il Pisa perde un incursore centrale che sfianca le difese avversarie con il suo movimento. La squadra ha patito molto la mancanza di Perez, che al rientro dopo qualche settimana di stop comprensibilmente può accusare una giornata meno brillante. Insostituibili anche Mingazzini, Favasuli e la rivelazione Sbraga. Serve il genio di Tulli (oltre alla sua presenza fisica in campo) per accendere il gioco. Colombini e Sabato sono gli unici elementi di esperienza in retroguardia, costretti (soprattutto il secondo) a stringere i denti per garantire sempre il proprio apporto.
Le riserve. Il solo Sepe ha le spalle coperte dall’esperto Pugliesi, oltre che da Adornato. Dalla panchina Scappini e Gatto si fanno trovare pronti e non dispiacciono neppure Barberis, Fondi, Carroccio ed altri, ma nessuno può essere il clone perfetto dei titolari.
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