Il Tirreno

Pisa

Pisa, indicazioni su come allargare la rosa

di Massimo Berutto
Pisa, indicazioni su come allargare la rosa

Il periodo di assenza di Perez e le ripetute squalifiche di Benedetti hanno messo in evidenza le esigenze dell’allenatore

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Due Pisa convivono amichevolmente nella rosa di Pane. Lo si è capito soprattutto nella gara con il Prato. Due squadre con caratteristiche diverse, non sovrapponibili. In estrema sintesi, il Pisa “di Perez” e il Pisa “di Scappini”. Sostituzioni apparentemente automatiche che in realtà richiedono qualche modifica o forzatura nel modo di giocare dei nerazzurri. Non ci sono veri e propri doppioni: un elemento di ricchezza, in un collettivo che infatti sa cambiare pelle anche in corsa, ma contemporaneamente un margine di miglioramento che potrebbe essere colmato nel mercato di gennaio.

Da un centravanti all’altro. Non si può pretendere che Scappini faccia “il Perez” o che Perez vesta perfettamente i panni di Scappini. L’attaccante perugino sa giocare di sponda spalle alla porta e ama colpire in area di rigore; il collega brindisino invece dà profondità alla squadra e in certi frangenti è quasi un regista avanzato che sa aprire per i compagni. Il Pisa che ha conquistato la vetta è stato cucito addosso a Perez, il quale, appena ha ripreso il suo posto, ha dato una scossa alle trame offensive con un paio di interessanti iniziative. Scappini ha bisogno di un gioco diverso, ossia di ricevere palla in area dalle fasce laterali. Un centravanti più da 4-4-2 o, lasciando perdere le formule, da squadra che arriva sul fondo con gli esterni. Nel dopo gara con il Prato, Pane ha sottolineato i meriti dell’ex Sorrento: «Scappini in tre partite ha segnato un gol e offerto un assist. Purtroppo non abbiamo un altro Perez, come non c’è un secondo Tulli o un altro Mingazzini. Quando c’è Scappini, sono i compagni che devono lanciarsi negli spazi».

Senza Benedetti. A penalizzare Scappini è stata anche l’assenza di Benedetti, che lo ha privato del principale fornitore di cross dalle corsie esterne, presente invece nelle precedenti due gare. Ha fatto discutere la decisione di rimpiazzarlo ancora con il destro Rizzo (come a Frosinone, dove già aveva sofferto) invece che puntare su Carroccio (mancino naturale). Sulla scelta ha inciso l’assenza di esterni offensivi nel Prato. «I nostri avversari - ha spiegato Pane - giocavano con tre centrocampisti stretti e noi avevamo bisogno di allargare. Carroccio ha altre caratteristiche: è più bravo nella retroguardia a tre, è un esterno più difensivo». Insomma, il perfetto vice Benedetti non c’è: o si adattava un esterno offensivo destro a sinistra (Rizzo) o si chiedeva ad uno difensivo mancino di attaccare. Pane non è sembrato insoddisfatto della prova di Rizzo: «Ci serviva qualità. Luca è partito bene, nella fase successiva ha fatto fatica, ma nel finale è uscito alla grande». Lo spostamento dell’ex sampdoriano ha portato all’inserimento di Barberis come interno destro, dove però non ha le medesime capacità di inserimento del collega. Semmai sembrerebbe più a suo agio come regista arretrato “alla Genevier”.

Coperta corta. Alcuni piccoli adattamenti rischiano di pregiudicare la qualità complessiva. Servirà qualche rinforzo a gennaio? «Non cado in questo tranello - ha risposto sorridendo Pane -. La società e la dirigenza sanno dove siamo carenti a livello numerico. Stiamo lavorando poco, tra Coppa Italia e maltempo. Abbiamo invece bisogno di allenarci nel modo giusto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini