Il Tirreno

Pisa

Soccer School con la telecamera agli allenamenti

Soccer School con la telecamera agli allenamenti

Gli istruttori filmano i bambini al lavoro sul campo dopo il corso del regista pisano Lorenzo Garzella

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PISA. Lorenzo Garzella, classe ’72, nei primi anni Ottanta era il regista degli Esordienti della Freccia Azzurra (società ora affiliata alla Pisa Soccer School) allenata da Adriano Bacconi, alle sue prime armi nella veste di allenatore. I due negli anni hanno continuato a frequentarsi e nella Pss presieduta da Bacconi si sono riuniti. Di Lorenzo Garzella possiamo dire che ha continuato a fare il regista anche fuori del rettangolo di gioco occupandosi di documentari e cinema. Il rapporto negli ultimi dieci anni si è stretto ancor più sperimentando l’utilizzo del video nell’analisi tecnico-tattica della partita di calcio. Una collaborazione iniziata ai Mondiali 2002 di Corea-Giappone e proseguita con la realizzazione di documentari che mirano a combinare conoscenze tecnico-sportive con storie ad alto tasso emotivo (come “La mia squadra-Marcello Lippi racconta i Mondiali 2006”, Rai1; e “Germany 2006”). Tra i molti progetti che legano Garzella e Bacconi, la Pisa Soccer School ha senz’altro un sapore particolare: è il primo che riporta i due pisani a lavorare insieme per la loro città di origine.

Garzella, qual è il senso della sua collaborazione con Adriano Bacconi?

«Con Adriano, oltre alla passione per lo sport, credo ci leghi anzitutto lo stesso approccio alla tecnologia e all’innovazione: una grande fiducia nei mezzi digitali unita alla ferma volontà di “piegarli” a un utilizzo “umanistico”, che metta al primo posto creatività, ricerca, etica, emozione, narrazione. Insomma, la stessa filosofia che permea la Pss, che ha proprio nella multidisciplinarietà e nell’incrocio di competenze molto diverse uno dei suoi punti di forza».

L’utilizzo del video come può aiutare un istruttore di calcio con i bambini?

«Il video può servire a osservare ed a condividere le esercitazioni e gli allenamenti, confrontandosi con i docenti della Scuola, scambiando esperienze con i colleghi. Può servire a monitorare e migliorare la crescita dei bambini, riguardando le immagini con i ragazzi, in comunicazione costante con le famiglie e con massima salvaguardia della privacy. L’istruttore deve iniziare a conoscere il linguaggio video, dal punto di vista teorico e mentale».

Poi c’è la parte più tecnica: maneggiare una telecamera, trasferire le immagini sul computer, selezionarle, montarle, creare dei video condivisibili via web attraverso il portale che sta sviluppando il dott. Mangione del Cnr. Gli obiettivi futuri?

«E’ da poco terminato il primo corso di base della Scuola, in cui è stata formata la prima generazione di istruttori. Per ora è stata fornita un’infarinatura generale sull’utilità e l’utilizzo del mezzo video, con i primi rudimenti pratici. Ora la sfida è consolidare e approfondire le conoscenze dei corsisti, innescare un meccanismo di continuità in modo che il supporto audiovisivo possa costituire un punto di riferimento costante».

E’ vero che state montando anche un film per RaiSport con l’esperienza della Scuola?

«Vogliamo raccontare il valore di un’esperienza ricca e molto originale. Produrre video professionali per il web, per convegni e incontri, per la ricerca di sponsor, per la televisione. Stiamo lavorando a un format per RaiSport, per raccontare in 10 puntate da 20 minuti la nascita e la prima fase di attività della Pisa Soccer School. Senza l’approccio da reality, ma dando ritmo e un po’ di narrazione a contenuti formativi importanti, che partono dal calcio per spaziare all’alimentazione, alla salute, alla psicologia, alla tecnologia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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