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Braglia vede il Pisa in B: ha il giusto mix

di Antonio Tognoli
Braglia vede il Pisa in B: ha il giusto mix

L’ex allenatore nerazzurro commenta il primo posto in classifica e promuove a pieni voti Favasuli, Mingazzini e Sabato

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PISA. Piero Braglia era stato l’ultimo allenatore, prima di Alessandro Pane, a portare il Pisa - da solitario - sulla vetta della classifica di Prima divisione. Era il febbraio del 2007, già dalla settimana successiva al primo posto arrivò anche il Sassuolo. Ma quel Pisa, alla fine, conquistò la promozione in serie B.

Braglia, dopo cinque anni il Pisa torna solitario al comando della classifica di Prima divisione...

«Sono felicissimo per la piazza, che dopo la promozione del 2007 e due anni di serie B ad alto livello ha sofferto. Conosco il pubblico di Pisa, lì ho lasciato molti amici e so quanto i tifosi tengono alla squadra».

Quante possibilità ha il Pisa di raggiungere la promozione in serie B?

«Ottime. Ad inizio stagione avevo già intravisto qualcosa di buono nella rosa nerazzurra. C’è un giusto mix tra esperienza e gioventù. I giocatori esperti sono di ottimo livello, come Sabato, Favasuli, Mingazzini. E qualcuno me lo scordo. I giovani, se sono capaci, intelligenti e hanno voglia di fare, possono migliorare. E i ragazzi del Pisa hanno tutte queste caratteristiche. Senza dimenticare che il Pisa è ben allenato».

Quale può essere il giocatore decisivo di questa squadra?

«A me piace tanto Favasuli. Non a caso quando giocava nella Cavese era stato eletto miglior giocatore o uno dei migliori e già da lì si vedeva che aveva stoffa. Per Mingazzini e Sabato il curriculum parla da solo».

In questo Pisa che giocatore si avvicina di più ai giocatori da lei allenati in nerazzurro?

«Non mi piace fare paragoni e non sarebbe giusto farlo perché non conosco la realtà dello spogliatoio e non li ho mai allenati. Posso dire che, come capita al Pisa quest’anno, anche noi arrivavamo da una stagione deludente e siamo partiti a fari spenti, raggiungendo l’obiettivo della serie B».

Qual era il giocatore più forte di quella squadra?

«Avevamo molti lottatori e soprattutto amici. Il gruppo era la cosa predominante. Giocatori di esperienza che non ci stavano a perdere, ma soprattutto volevano dare soddisfazioni ai tifosi».

Il rapporto tra pubblico e squadra fu decisivo...

«Fu decisivo, e commovente per il sottoscritto. Dirò all’infinito che quello che mi ha dato Pisa nessun’altra piazza mi ha dato. Il pubblico può trascinare la squadra a traguardi importanti. Quell’anno ce l’abbiamo fatta. Auguro al Pisa e ai tifosi le migliori soddisfazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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